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Livorno

Coronavirus, Genovesi e Viti pronti a rientrare in ospedale: «Se servisse noi rispondiamo sì»

Giulio Corsi
Coronavirus, Genovesi e Viti pronti a rientrare in ospedale: «Se servisse noi rispondiamo sì»

Il chirurgo: «Sempre a disposizione». Il rianimatore: «Intanto tolgo a Roncucci la burocrazia» 

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LIVORNO. “Le attività chirurgiche sono ridotte, ormai in ospedale si opera il 30 per cento di quello che si operava fino a un mese fa. Ma se ci fosse bisogno, io ci sono”. Maurizio Viti, 68 anni, storico primario di Chirurgia generale, è andato in pensione il primo gennaio. 40 anni, o quasi passati in ospedale non si dimenticano in pochi giorni. «Sento spesso i miei», dice, riferendosi alla squadra di chirurghi che ha lasciato al 6° padiglione e che ora si sono trasferiti provvisoriamente al 3°: «Stanno tutti bene, è un gran bel gruppo».

Davanti all'appello del governatore Rossi ai medici in pensione, Viti non si tira indietro: «Sono un chirurgo, però mi metto a disposizione. Se ci fosse bisogno, se mi chiamassero, io risponderò sì». Magari quando l'emergenza sarà terminata e ci sarà da recuperare le decine, centinaia di interventi saltati in questo periodo: «Ne resteranno molti indietro, ma le sale operatorie sono quelle.Tuttavia, se serve, io per l’ospedale di Livorno ci sono sempre...». Francesco Genovesi, classe 1949, in pensione dal 2014, invece ha le specializzazioni sono le più preziose: è stato prima primario di Rianimazione, poi numero uno del pronto soccorso, i due settori più coinvolti - insieme all'infettivologia - dall'emergenza.

Anche lui, come Viti, c'è: «Se la situazione dovesse diventare tragica sono pronto a rimettermi il camice», racconta al Tirreno. «Per quanto mi riesce sto già dando una mano a Roncucci - confida -. Paolino è un grande per esperienza e capacità, io provo ad aiutarlo nelle incombenze di carattere burocratico in modo che possa dedicarsi al cento per cento alla Rianimazione». Ma Genovesi, che si è tenuto impegnatissimo anche dopo aver lasciato l'ospedale, è già in prima linea anche in un altro modo: «Come direttore sanitario del polo salute della Svs, siamo impegnatissimi. In questi giorni stanno crescendo molto i servizi domiciliari - racconta -, l'altro ieri l’associazione Leucemie ad esempio ci ha chiesto se si può andare a domicilio a trattare questi pazienti. Ma è solo l'ultima richiesta di una lunga lista. Ci stiamo dividendo in quattro».

Genovesi sta lavorando anche come segretario dell'Ordine dei Medici: proprio la scorsa settimana ha attivato una sorta di reclutamento dei medici andati in pensione negli ultimi cinque anni, specialmente rianimatori. «Tutti mi hanno dato disponibilità», confida.

 

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