Il Tirreno

Livorno

«Ma bisogna restare in funzione solo per quel che è indispensabile»

«Ma bisogna restare in funzione solo per quel che è indispensabile»

Il mugugno dei lavoratori postali: noi in trincea senza sufficienti difese siamo sotto pressione per l’assalto della clientela ai nostri sportelli 

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LIVORNO

I separatori in plexiglass sono stati installati o lo saranno nelle prossime ore negli uffici postali di Ardenza (in realtà è quello in zona Coop a La Rosa), di Livorno Centro (via Cairoli), di Livorno 1 (scali Bettarini), di Livorno 3 (piazza XI Maggio), di Livorno 7 (piazza Dante), di Livorno 8 (corso Amedeo), oltre che di Rosignano Solvay, Collesalvetti, Capraia Isola e Cecina. E’ un passo che va in direzione delle richieste dei lavoratori ma non è un segreto che i dipendenti postali si sentano in trincea senza sufficienti protezioni .

«Nessuna intenzione di mettere in discussione la continuità del servizio postale, è essenziale che resti a disposizione dei cittadini. Ma c’è modo e modo di organizzare il lavoro e la tutela dei lavoratori non è un optional». A dirlo è Graziano Benedetti, numero uno del sindacato Slc Cgil e coordinatore del tavolo regionale con le Poste pela sua sigla.

Dunque, a giudizio del sindacato c’è da mettere semmai attenzione all’idea che in questa fase di emergenza, in cui oltretutto i cittadini devono restare in casa, l’attività degli sportelli postali sia limitata ai servizi essenziali: insomma,– è l’argomentazione che si ascolta fra i lavoratori di molti uffici postali – ok a garantire quel che va garantito ma altra cosa è diventare il pretesto per uscire di casa: ad esempio, per «versamenti postali che non hanno una scadenza e dunque potrebbero benissimo esser rinviati di qualche settimana» o «l’ennesimo estratto conto».

Ma in concreto, dov’è che secondo il sindacato va posta l’asticella dei servizi essenziali? La discussione fra azienda e organizzazioni dei lavoratori è già avviata, «e noi di Slc Cgil – avverte Benedetti – abbiamo messo nero su bianco le nostre idee». Tradotto: inutile dire che è essenziale garantire il pagamento delle pensioni che non siano accreditate sul conto, ma è da assicurare ai cittadini la possibilità di prelevare denaro (o di vedersi restituire le card eventualmente “inghiottite” dal “bancomat” delle Poste, fare vaglia e trasferimento fondi o bonifici. A ciò si aggiungano il servizio relativo ai pacchi e alla corrispondenza non consegnata, l’accettazione di raccomandate e atti giudiziari, la vendita diretta dei francobolli ai tabaccai, il pagamento mediante F24 delle scadenze non prorogate o i servizi relativi alla carta per il reddito di cittadinanza o l’accettazione dei permessi di soggiorno. —



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