Il presidio
Coronavirus, l’incubo di lunghe code di anziani fuori dalle Poste per la pensione
Si entra uno per volta: incentivo anti-fila con l’accredito anticipato sul conto o il libretto postale. Ecco chi può dribblare l’attesa allo sportello aspettando il proprio turno
LIVORNO. Come evitare che la riscossione della pensione si trasformi in un boomerang nei giorni-clou del rischio di contagio? Non è una domanda da poco. La babele che mette sotto pressione ogni ufficio postale nei giorni del pagamento delle pensioni, se non governata con attenzione, rischierebbe di trasformarsi in una Caporetto: altro che code all'esterno dei supermercati, ci si troverebbe a fare i conti con file di 100-200 metri, a meno che non si immaginasse di vedere i vecchietti uno a ridosso dell'altro come al solito ma questo farebbe inevitabilmente esplodere il rischio di contagio proprio nella fascia di popolazione che si è dimostrata più vulnerabile all'attacco dei virus Covid-19.
Ecco perché le Poste hanno scelto di “premiare” una modalità di riscossione che “dribbla” le code. Come? Anticipando di qualche giorno l'erogazione delle somme: è una soluzione che viene incontro all’esigenza di contenere il pericolo di contagio ma dà anche una mano anche ai pensionati con l'assegno più esiguo che sono spesso costretti a fare i salti mortali per far quadrare il bilancio familiare.
Soldi subito da giovedì: senza scaglionamento in base al cognome e senza file allo sportello, vengono accreditati ai titolari di un libretto di risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution: i titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7mila “Postamat” (il bancomat delle Poste) «senza bisogno di recarsi allo sportello», precisano dal quartier generale dell’azienda postale made in Italy. Adesso magari è tardi per pensare di farsi accreditare il pagamento del mese di aprile ma può essere utile nei prossimi giorni, una volta sgonfiato l’afflusso per il pagamento delle pensioni, pensare di dotarsi di queste modalità così che in futuro non si abbia il problema della fila.
Anche perché le Poste hanno messo in preventivo questo “ingranaggio” nel pagamento delle pensioni fin da ora anche per i prossimi mesi. Se in anticipo sul mese di aprile, l’accredito avviene a partire da dopodomani, è stato annunciato qualcosa del genere anche per i due mesi successivi: sembra di capire che il mese di maggio sarà accreditato in data 27 aprile e quello di giugno invece a partire dal 26 maggio. Non è un anticipo di chissà cosa, ma è pur sempre un passettino nella direzione giusta.
Del resto, è da giorni che i sindacati hanno sollevato il problema con i vertici di Poste e con il ministero: l’hanno fatto sia le organizzazioni di tutela dei pensionati che le rappresentanze dei lavoratori in servizio negli uffici postali. E’ necessario trovare un antidoto al pericolo di affollamenti. «In questo modo si favorirà il rispetto delle disposizioni in vigore per contenere il contagio del coronavirus, salvaguardando la salute delle persone più anziane e dei dipendenti di Poste», dice la ministra del lavoro Nunzia Catalfo, annunciando che il capo della protezione civile ha firmato l’ordinanza che conta sulla collaborazione di Inps e Poste.
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