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Coronavirus, l’appello di Salvetti: «Restate a casa e chi deve uscire non ne approfitti»
Livorno: sconsigliate le passeggiate, 10 minuti per portare in giro il cane vicino a casa, attività fisica ma massimo 40 minuti
LIVORNO. Il decreto del governo ha limitato enormemente la circolazione delle persone ma ha però al suo interno l’elenco di azioni che è consentito fare ai cittadini. Tra queste il recarsi al lavoro, l’acquisto di generi di prima necessità, l’attività fisica e le operazioni bancarie e postali. Ieri il sindaco Luca Salvetti, in un videomessaggio ai livornesi, ha voluto puntualizzare e sottolineare ciò che è permesso, ciò che non è permesso e ciò che è sconsigliato.
«Diciamo - ha detto Salvetti - che la stragrande maggioranza delle persone, anche nella nostra città, segue in maniera puntuale il decreto. C’è però chi anche in questi giorni prova ad allargare le maglie del decreto. E questo non è consentito e viene censurato e sanzionato in queste ore ancora di più, e sono sanzione penali che pesano enormenente sulla nostra vita futura. Conviene quindi fare il punto anche perché le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli su tutto il territorio comunale. Si ricorda che solo da giovedì scorso a domenica, in città, polizia, carabinieri, vigili urbani e altri agenti delle forze dell’ordine hanno fatto 1415 controlli e elevato 25 denunce.
SPOSTAMENTI PER LAVORO
«Andare al lavoro - spiega il sindaco - vuol dire recarsi da casa al luogo dove si è impiegati facendo il tratto più veloce e tornando immediatamente a casa». Il transito con l’auto dovrebbe pertanto limitarsi al tragitto casa-lavoro,
FARE LA SPESA
«Fare la spesa vuol dire uscire di casa andare al negozio o supermarket più vicino alla propria abitazione, fare gli acquisti necessari (generi di prima necessità) senza indugiare e tornare immediatamente a casa. E’ consigliato fare acquisti sufficienti per più giorni in modo da ridurre le uscite». Sarebbe importante, ad esempio, fare la spesa una volta la settimana in modo da acquistare prodotti per avere una autonomia sufficiente.
PORTARE IN GIRO IL CANE
E’ un tema molto sentito su cui l’amministrazione comunale invita i cittadini ad usare buon senso. Anche perché - fa notare Salvetti - in città ci sono quasi 20.000 cani. «Se tutti i padroni li portassero fuori insieme sarebbe un pasticcio. Portare il cane fuori per la sgambata e i bisogni fisiologici, vuol dire portare il cane fuori per massimo dieci minuti due o tre volte al giorno (possibilmente la mattina e la sera) nei pressi della propria abitazione. Non è possibile che i componenti della famiglia a turno prendano il cane, portandolo fuori, come occasione per uscire di casa». Purtroppo in questi giorni si sno registrati casi di persone che sono state colte a passeggiare con il cane lontane dal proprio domicilio e residenza. Questo non va bene.
FARE ATTIVITA' FISICA
«Fare attività fisica significa correre da soli al massimo 40 minuti uscendo da casa e rimanendo nel quartiere, nella zona della propria abitazione e non fare la lunga maratona sui viali a mare», dice Salvetti.
PASSEGGIATE SCONSIGLIATE
La passeggiata dal decreto è intesa come attività fisica e dunque non è censurata ma in questo momento è utile a tutti evitarla, si raccomanda il sindaco.
OPERAZIONI BANCARIE
Le operazioni bancarie o assicurative devono essere limitate allo stretto necessario e possibilmente deve essere utilizzato, quando è possibile la home banking, ovvero le operazioni eseguite via internet
GIORNALI E RIVISTE
Il decreto del Presidente del Consiglio considera le edicole al pari degli altri esercizi per i quali è ammessa l’apertura, dunque si può regolarmente uscire dalla propria abitazione per comprare il giornale. Naturalmente, anche in questo caso, l’uscitadeve limitarsi al tempo strettamente necessario per l’acquisto
SERVE RESPONSABILITA'
«Ho voluto fare questo messaggio - conclude il sindaco Salvetti - che contiene interpretazioni del decreto fatte con buon senso, ricordando a tutti che il senso di responsabilità serve sul fronte sanitario per contenere il contagio nelle nostre zone, anche perché le strutture sono in difficoltà e al limite e serve come contributo ad accorciare i tempi di questa emergenza, a casa c’è gente che ha dovuto smettere di lavorare o ha problemi a gestire la vita familiare, nel rispetto di tutte queste persone evitiamo di fare i furbi. Si dà un contributo al sistema sanitario e a tutte quelle persone che in maniera ligia rispettano le prescrizioni. Non serve a nessuno». —
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