Il Tirreno

Livorno

Coronavirus, Svs in aiuto della Rsa Coteto: ci sono 8 infermieri e 10 Oss isolati

Stefano Taglione
L'ingresso della Rsa Coteto
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L'ingresso della Rsa Coteto

Livorno, parla il presidente Paolo Bongianni: «Anche le cooperative ci stanno dando una mano, ma fra 11 giorni rientreranno tutti»

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LIVORNO. «Abbiamo otto dei nostri infermieri e un’altra decina di operatori socio-sanitari in quarantena. Sono le persone che sono state a contatto col paziente della residenza poi risultato positivo al coronavirus. Le cooperative ci stanno fornendo una grande mano, dando fondo a tutto, nonostante sia molto difficile adesso trovare infermieri disponibili. Gli operatori socio-sanitari, invece, si riescono a reperire più facilmente. Così mi dicono. In ogni caso, grazie anche all’apporto della Svs, in qualche modo stiamo riuscendo a superare l’emergenza».

A parlare è il fiorentino Paolo Bongianni, presidente del consorzio sociale Toscana costa, la cooperativa di via Martin Luther King che gestisce la Rsa Coteto, dove di giorno e di notte stava l’ottantasettenne livornese che – dopo essere stato al pronto soccorso insieme al paziente 1, l’operaio di 55 anni ancora grave in rianimazione – ha contratto il Covid-19. Sarebbe accaduto lunedì 2 marzo, con l’anziano che mostrando i sintomi tipici sabato scorso è poi tornato al triage, risultando poi positivo al tampone. In questa circostanza è stato a contatto anche con un’altra persona, una donna livornese di 47 anni, lì per un problema a un polmone. La signora – che si è rivolta al Tirreno – è ancora in isolamento in una stanza al secondo piano del sesto padiglione «perché in pronto soccorso mi è stato fatto un prelievo nello stesso ambiente dell’ottantasettenne, che teoricamente lì sarebbe dovuto rimanere da solo, invece c’ero anch’io», aveva raccontato al nostro giornale.

Secondo quanto ricostruito l’anziano, nella sua degenza nella Rsa di viale Boccaccio, è sempre stato in una camera doppia, come quasi tutte quelle della struttura, ma dovendo rimanere immobile a letto non sarebbe entrato in contatto con il compagno di corsia, che al pari degli altri ospiti non è in quarantena e sarebbe rimasto quindi fuori dalla portata dell’eventuale infezione da coronavirus.

«Grazie alla collaborazione con l’associazione di via San Giovanni stiamo uscendo dall’emergenza – prosegue il responsabile della resistenza sanitaria assistenziale di viale Boccaccio – e non avevamo alternative, visto che gli infermieri ora gli stanno cercando tutti, in primis all’Asl, e quindi reperirli ora non è affatto facile. Stiamo cercando di adattarci in qualche modo, ma è anche vero che tutti stanno bene e fra 10-11 giorni potranno tornare al lavoro. Se Dio vorrà…».

La Rsa continua regolarmente il servizio: la capienza massima è di «58-60 pazienti», prosegue Bongianni, che si è messo «in isolamento forzato a Firenze» perché «in questo momento anche io è meglio che non mi muova, quindi non verrò a Livorno». In ogni caso, la speranza, è che la situazione possa tornare al più presto alla normalità. «Lo auspichiamo e facciamo il possibile perché accada – conclude – e siamo molto fiduciosi, tutti ci sono stati vicini». —
 

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