Il presidio
Davanti al computer in diretta da casa «Così mi preparo»
La campanella la mattina non suona ma i ragazzi, specialmente i maturandi, non si sentono certo in vacanza. «La comunicazione della chiusura, a livello nazionale, è stata gestita in modo confuso nei riguardi delle famiglie in particolar modo. E quello di ieri (mercoledì per chi legge, ndc) è stato un lungo pomeriggio in attesa della notizia "vera"», sottolinea Alessandro Gazzetti, che a 17 anni è rappresentante dell'Enriques nel parlamento degli studenti regionali della Toscana. «Molti coetanei hanno organizzato con i professori lezioni on-line, e spesso non c'è stato neanche bisogno di sollecitare i docenti. Con il professor Giuseppe Milanesi per esempio abbiamo corretto la simulazione di maturità via Skype insieme all'altra quinta», prosegue Gazzetti lodando la condotta dei colleghi livornesi (aiutati dal meteo). «Con la scuola chiusa - dice Alessandro Gazzetti - ci poteva essere la tentazione di andare "al moletto", ma tra i ragazzi ci sono molte persone che sanno stabilire le propie priorità. Ci sarà tempo per recuperare anche questo, certo la pioggia non ha invitato a uscire di casa...»
Alessandro Gazzetti promuove dunque la gestione da entrambi i lati della cattedra di queste prime fasi di "emergenza", e in conclusione si dimostra lungimirante nell'esprimere la preoccupazione principale: «Speriamo che tutto questo non faccia slittare la maturità», dice. —
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