Il Tirreno

Livorno

donna fermata dalla polizia 

Per un anno perseguita un uomo sposato

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LIVORNO. Gli aveva reso la vita un inferno. Con appostamenti fuori dal lavoro, telefonate e minacce. A lui e alla moglie. Come al resto della famiglia. Mostrandogli perfino bottiglie con liquidi sospetti, come l’acido. E i due non sarebbero neanche mai stati legati da alcun legame sentimentale.

Libertà vigilata per un anno, con l’obbligo di frequentare i servizi della Salute mentale dell’Asl. Questa la decisione del tribunale dopo un’indagine della Squadra mobile della polizia, guidata da Valentina Crispi, nei confronti di una donna livornese di 53 anni che avrebbe molestato un uomo, di 48, seguendolo nei suoi spostamenti e anche inviandogli lettere anonime.

Grazie al lavoro degli investigatori da venerdì scorso la donna non potrà né vedere né comunicare con l’uomo. Neanche con i familiari. L’indagine è partita dopo le numerose denunce da lui presentate. Secondo l’accusa la 53enne lo molestava da un anno appostandosi fuori da dove lavorava e seguendolo nel tempo libero, pure fino al mare, inviando lettere anonime a sua moglie, nelle quali paventava tradimenti coniugali inesistenti, oltre a scrivere frasi sui muri del centro, dove abita e lavora. Lo ha costretto a cambiare numero, visto che non smettere mai. Lo ha minacciato, insieme al resto della sua famiglia. Ma ora, grazie al lavoro degli inquirenti, non potrà più farlo. —

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