Il Tirreno

Livorno

Pericolo virus, entrare all’Inps è un’impresa «Scriveteci, le pratiche vanno avanti lo stesso»

Flavio Lombardi
Pericolo virus, entrare all’Inps è un’impresa «Scriveteci, le pratiche vanno avanti lo stesso»

Ieri mattina tanti cittadini sfiniti da ore di attesa fuori dalla porta e in molti dalla coda telefonano al Tirreno 

4 MINUTI DI LETTURA





INGORGO

Non serve fare la fila. Parole buone nel testo di Bimba Ozono, dei Led Zeppelin. Ma andatelo a dire a quelli che ieri mattina alle 9 erano già all’Inps con il numero in mano e alle 11,30 erano ancora lì, fuori dall’uscio che dall’esterno non si apriva e che dall’interno era presidiato da una guardia privata. Il motivo era semplice, e lo spiegava anche un cartello affisso al vetro. “Si avvisa la spettabile utenza che dalla data del 27 febbraio 2020, a causa di motivi di emergenza sanitaria, nel puntuale rispetto delle prescrizioni del Ministero della Salute, l’ingresso alla sede Inps sarà oggetto di contingentamento a tutela della salute di tutti”.

Fatto sta che il disagio si tagliava a fette e la gente era davvero arrabbiata. Soprattutto perché in maggior numero (dotati di biglietto contrassegnato con lettera A), c’era chi aveva bisogno di avere preziose informazioni sul reddito di cittadinanza, sui soldi che dovevano essere loro accreditati e su conteggi che qualcuno sosteneva essere errati. L’altra tipologia di biglietti distribuiti avevano la lettera F, un codice che comunque riguarda situazioni legate alla disoccupazione. Altri, con esigenze diverse, dovevano bussare, parlamentare col vigilante che eventualmente li dirottava verso qualche impiegato al primo buco utile. Meno male, diceva qualcuno, che almeno c’era il sole, la temperatura rispetto al primo mattino era decisamente più mite. «E se invece avesse piovuto?», tuona qualcuno segnalando l’assenza di un riparo, «saremmo tutti a fare il bagno, oppure costretti ad andare via. Ma di questi soldi abbiamo bisogno, non stiamo qui per cambiar aria...». «Non ci fanno entrare per il coronavirus ma comuqnue siamo qui tutti insieme e non certo a una distanza di sicurezza di almeno un metro e mezzo come si sente raccomandare in televisione» dice una giovane signora. Esce allo scoperto un uomo anziano che è lì per una pratica di invalidità civile. «Venerdi scorso ho parlato con il responsabile dell’ufficio preposto e che doveva avere una risposta sulla mia pratica da Firenze. Oggi dovevo venire e non capisco come fare. Devo andare sù, non stare al terreno come quasi tutti qui». Invitato a bussare, il vigilante gli apre e tutto si risolve per il meglio.

La polemica, la racconta Ilenia Ceccherini, una ragazza bionda con un piumino bianco. «La guardia privata ha dato dei numeri. Prima dicendo che ne avrebbero dati solo dieci, poi consegnandone solo 5, dicendo che più di quelli nella mattinata non ne potevano fare». L’impressione è che molta confusione e tanta della incomprensione sia nata da qualche piccolo equivoco. Il contesto è di quelli che si prestano, del resto. Quando ci sono i soldi di mezzo e magari mancano per fare la spesa, la burocrazia (che magari ha i suoi tempi e le sue regole) viene vista come fumo negli occhi.

Si riesce ad entrare ed intanto a parlare col responsabile dei rapporti col pubblico, Alessandro Tomassetti. «Stiamo semplicemente osservando una disposizione dalla nostra sede Regionale, facendo entrare gli utenti in numero contingentato. Avesse piovuto, avremmo fatto entrare tutti all’interno, in una zona dei nostri locali nella quale si stanno facendo lavori di ammodernamento. Locali aperti, spaziosi e senza alcun pericolo. I problemi di tanti legati al reddito di cittadinanza? Legati all’Isee. A gennaio andava presentato il nuovo e sono nati alcuni problemi sul ricalcolo. Ma nessuno perderà eventualmente soldi nel caso ci siano stati errori». Che la gente viene trattata bene, lo conferma la direttrice, Lucia Terrosi, raggiunta al 3° piano. «Massima attenzione soprattutto per le categorie più fragili: anziani e bambini, nessuno deve patire il freddo e neppure bagnarsi. Allestita una zona comoda per queste circostanze, con tanto di sedie. Stiamo solo evitando affollamenti, e col numero distribuito il cittadino può regolarsi ed andare prima a fare una commissione, evitando di stare a contatto, fuori con altre persone. Non rileviamo eccessive criticità anche se è scontato non si possa accontentare tutti. Vorrei in ogni caso dire che per molte situazioni, in questo periodo si possono mandare avanti pratiche anche scrivendo a indirizzi mail dedicati». Viene fornita copia, e per servizio, la divulghiamo. Prestazioni:(naspi, Tfr, bonus malattia scrivere a ammortizzatorisociali.livorno@inps.it); pensioni private: (pensioni, conteggi, scrivere a assicuratopensionato.livorno@inps.it); pensioni pubbliche (pensioni, Tfs/tfr, credito, scrivere a creditowelfare.livorno@inps.it); invalidità civile: scivere a invalidicivili.livorno@inps.it; indebiti prestazioni-assenza visita medica: scrivere a controlloprestazioni.livornoòinps.it. —

Flavio Lombardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana