Il Tirreno

Livorno

il presidente dell’Authority 

«Avremo la Darsena Europa nel 2024», parola di Corsini

M.Z.

La reazione alle osservazioni della Capitaneria sul fronte della navigabilità. Resta il rebus del microtunnel? Ora le scelte dei periti, poi due anni di lavori 

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LIVORNO. «E’ da una infinità di tempo che si parla di Darsena Europa: io sono qui da tre anni, e non ne sto parlando ma la sto facendo». Stefano Corsini, 61 anni compiuti a luglio, romano di San Saba, professione presidente dell’Authority livornese dal marzo 2017, lo ripete giocando in trasferta in Capitaneria alla presentazione dell’ordinanza sulle nuove tariffe di rimorchio. Così come ribadisce che l’orizzonte temporale resta quello del 2024. Con una sottolineatura: «In Italia per realizzare un’opera pubblica oltre i 10 milioni di euro servono 17 anni, lo dicono le statistiche: ci riusciremo in un terzo del tempo».

Ma non si vede neanche una ruspa né un metro cubo di cemento. «Abbiamo i progetti preliminari approvati e su quelli definitivi stiamo facendo gli aggiustamenti del caso». Il riferimento è al fatto che poco prima l’ammiraglio Giuseppe Tarzia, comandante della Capitaneria, aveva segnalato «il gran lavoro fatto insieme ai Piloti» sull’ultimo progetto per chiedere «alcuni approfondimenti» su «aspetti tecnico-nautici di sicurezza» per evitare che «il progetto nasca vecchio».

Corsini dribbla il conflitto ma conferma che «bisogna attenersi al Prg»: sembra di capire che per lui sia in una fase successiva che si provvederà egli “emendamenti”, comunque «nell’arco di pochi mesi avremo i progetti definitivi che saranno sottoposti alla valutazione d’impatto ambientale». Sposta l’attenzione semmai su un altro aspetto a portata di mano: l’ingresso del gruppo Fs nel progetto per spingere al massimo sulla “ferroviarizzazione” dell’espansione a mare. Poi il numero uno di Palazzo Rosciano rincara: «Il progetto non è la maxi-Darsena, non è solo quello: è un nodo logistico che intreccia porto, ferrovia e la grande piana alle spalle. Sta qui ilvero motivo di attrattività: il porto più vicino ai mercati e con più aree».

E il rebus del microtunnel? Doveva essere l’escamotage per affrontare la fase di passaggio da qui alla maxi-Darsena, invece è tutto bloccato. Il progetto ha avuto un grave problema su un pozzo, di qui a poco dovrebbe arrivare il verdetto dei periti del tribunale, poi – avverte – «un paio di anni di lavori». Incrociando le dita. —

M.Z.



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