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Livorno

la decisione 

Le scuole (per ora) restano aperte la priorità è l’ospedale

Le scuole (per ora) restano aperte la priorità è l’ospedale

Salvetti dopo l’incontro con Rossi: «Situazione sotto controllo fondamentale salvaguardare la tenuta dei presidi sanitari»

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LIVORNO. Scuole aperte, per adesso. Nonostante le bufale che da lunedì giravano sulle chat dei genitori e sui social network, già ieri mattina - con un tweet del ministro dell’istruzione rilanciato dal premier Conte - si era capito che nel governo non c’era l’intenzione di chiudere le scuole in tutta Italia.

Col passare delle ore è stato chiaro che neppure la Regione (e il Comune di Livorno) aveva questa volontà. L’ufficialità è arrivata nel tardo pomeriggio, al termine di un incontro che il governatore Rossi ha avuto con tutti i sindaci toscani, insieme all'assessore alla salute Stefania Saccardi e al presidente dell'Anci Matteo Biffoni.

«Non ci sono le condizioni per giustificare provvedimenti d'emergenza come, ad esempio, la chiusura delle scuole o la sospensione dei concorsi», ha detto Rossi.

«Ad ora - ha spiegato Rossi - tutti i casi sospetti che si sono manifestati in Toscana, anche quelli che poi si sono rivelati negativi, sono stati isolati e valutati. La situazione al momento appare sotto controllo».

In tutta la Toscana dunque le scuole saranno, almeno per oggi, aperte. Cecina compresa, che invece ieri aveva deciso di chiudere (ne parliamo ampiamente nelle pagine seguenti con un’intervista al sindaco Lippi).

«Il Governatore ha deciso che non saranno presi ad ora provvedimenti straordinari relativi alle scuole e ad eventi pubblici già in programma, ritenendo che non ve ne sia necessità, dal momento che in Toscana siamo per adesso di fronte a casi isolati e controllati», ha poi ribadito il sindaco Luca Salvetti, proprio nelle stesse ore in cui la Regione Marche e il Comune di Palermo annunciavano invece lo stop di una settimana alle lezioni.

«Adeguatezza, proporzione e progressione: sono questi i concetti base delle scelte della Regione Toscana. L’attenzione - ha aggiunto Salvetti - al momento è concentrata a garantire la tenuta dei presidi sanitari, che vanno salvaguardati in ogni modo, perché sono il riferimento più importante, intorno ai quali ruota tutto il processo di prevenzione e cura e non ci possiamo permettere di metterli a rischio».

«Per questo viene consigliato a tutti i cittadini, in caso di sintomi sospetti, di non intasare il pronto soccorso, ma di chiamare il proprio medico che è tenuto a garantire reperibilità telefonica dalle 8 alle 20 sette giorni su sette».

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