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La scelta di Veronika: «A Stagno troppo inquinamento, rimando il sogno di diventare mamma»
La donna si è trasferita una decina di anni fa ma la sera accusa nausee e bruciore agli occhi che la preoccupano: «Mi sento male, non posso fare un figlio qui»
STAGNO. Le è venuto come gesto spontaneo, tra tanta gente e altrettante preoccupazioni, durante l’incontro organizzato l’altra sera dalle “Magliette bianche” per cercare una chiarezza che ancora non si trova da nessuno parte sul nuovo impianto. Con determinazione, una giovane donna ha raccontato un suo dolore, di un suo sogno che al momento è sospeso: quello di diventare mamma. E questo per colpa di bruciori, di nausee, di un mal di testa continuo che avverte quando è a Stagno.
Disturbi che, invece, spariscono quando si trasferisce, anche solo qualche giorno, per una vacanza o per andare dalla sua famiglia. Lei, Veronika Denezhnaia, 29 anni, arriva da lontano, dalla Russia. È venuta in Toscana dieci anni fa per studiare all’Università di Pisa. Poi ha deciso di rimanere, di lavorare qui e di formare la sua famiglia perché, sempre qui, ha trovato anche un compagno, Stefano Biagi.
Aveva tutto per costruire la sua famiglia. Poi però le aspettative sono state congelate. «La nostra convivenza - racconta Veronika - è iniziata due anni fa, ci siamo trasferiti a Stagno in un’abitazione del mio compagno. Poco dopo, però, ho iniziato a sentirmi male e all’inizio non avevo neppure messo in correlazione l’ambiente con i miei sintomi. La mattina ho iniziato ad avvertire una strana nausea - va avanti nel racconto la giovane donna - non provocata da una questione di apparato digerente. Poi soprattutto la sera, quando vado a stendere il bucato fuori, avverto un bruciore agli occhi. E spesso ho anche mal di testa».
Da qui ha preso la decisione di approfondire questi disagi con analisi mediche. «Devo farmi esami specifici - va avanti la giovane donna - perché da quelli normali non risulta niente. Sono una sportiva, pongo attenzione alla qualità della mia vita e dunque ora devo fare altri accertamenti. Il problema - spiega - è che sono tutto il giorno qui: lavoro a Stagno in una palestra e vivo a Stagno, nel centro del paese, dove spesso si avvertono cattivi odori. E quando invece sono fuori, magari in vacanza, mi sento molto meglio». Per questo la donna ha deciso anche di avvicinarsi alle tematiche dell’ambiente e di seguire l’attività di un gruppo di suoi concittadini, le “Magliette bianche”. «Ho partecipato anche con il mio compagno a una trasferta a Bruxelles - racconta Veronika - al parlamento europeo per spiegare le difficoltà che incontriamo nei luoghi dove viviamo».
Ora sta approfondendo le questioni legate alla salute. «Mi sono documentata anche sui neonati. Ci sono medici che parlano di malformazioni e con un’incidenza maggiore nella popolazione di Livorno e Collesalvetti - va avanti - per cui ho riflettuto a lungo . E con il mio compagno abbiamo deciso per il momento di rimandare l’idea di creare la nostra famiglia». E aggiunge ancora: «Ora farò questi accertamenti ma mi chiedo: come si può essere tranquilli di fronte a quello che si legge, ai dati che sono stati diffusi anche nell’incontro di ieri sera (venerdì sera ndr)».
E se poi tutti questi disturbi della donna continueranno, come ultima possibilità hanno pensato, con grande dispiacere, anche di lasciare Stagno, dove il compagno di Veronika è nato, è cresciuto e ha la sua famiglia. E dove la coppia ha anche una loro casa.
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