Il Tirreno

Livorno

alla Terrazza per “l’altra estate” 

Con Mascagni eccoci nel cuore di Toscana

Mauro Zucchelli
Con Mascagni eccoci nel cuore di Toscana

Dopo Modì Livorno punta su un altro grande talento per mettersi in vetrina: il 13 settembre ultima tappa del tour  

5 MINUTI DI LETTURA







“Alla scoperta della Toscana slow”: è questo l’invito che arriva dall’iniziativa “L’altra estate” lanciata dal Tirreno e dalla Regione col supporto di Toscana Promozione Turistica e la collaborazione di Fondazione Sistema Toscana, Vetrina Toscana e Feisct. Protagonista quest’anno anche Livorno: anzi, protagonista due volte perché sarà la tappa di arrivo il 13 settembre, dopo che nella nostra provincia saranno saliti alla ribalta borghi come Porto Azzurro e Suvereto, senza contare Massa Marittima e Monte Argentario in provincia di Grosseto, Gambassi in territorio fiorentino, Barga in Garfagnana, Volterra e S. Miniato nell’area pisana.

Ma se altrove sono stati presentati come oggetti identitari statue di antichissimo lignaggio come l’ “Ombra della sera” (Volterra) o recenti come il monumento al tartufaio (San Miniato) o opere devozionali d’arte sacra come la Madonna del Monserrato (Porto Azzurro) oppure anche prodotti della tavola (lo stocco santostefanese per l’Argentario) o della cultura materiale (come il sugheto per Suvereto, la castagna per Barga, il grano per Massa Marittima o il vetro per Gambassi), ecco che è una scelta del tutto a sé quella di Livorno: Pietro Mascagni. Con una location che, inutile dirlo, non poteva che essere la Terrazza intitolata al grande compositore livornese.

film, vasco e bocelli

Non si è ancora spenta l’eco della mostra di Modigliani, salutata da uno straordinario successo di pubblico al di là di ogni aspettativa, ed ecco che Livorno si mette sulle tracce della riscoperta di un altro figlio illustre: un altro tassello di quell’identità fatta di quel qualcosa che non si tocca che è l’arte. E se i capolavori di Modì hanno comunque una loro materialità, con Mascagni si fa un balzo nell’impalpabile: l’arte del suono, ma nient’altro è più potente della musica per raccontare noi stessi e i nostri stati d’animo. Basti vedere i commenti – spesso di giapponesi, australiani, scandinavi, egiziani, messicani o comunque in genere di stranieri – in calce ai 50 milioni di visualizzazioni dei soli post dedicati a “Cavalleria rusticana” su Youtube.

L’ “intermezzo” ha un potenziale evocativo talmente straordinario da aver bucato il recinto del repertorio operistico. Eccolo nei titoli di testa «più belli della storia del cinema» in “Toro scatenato” di Martin Scorsese con Robert De Niro, al 4° posto nella top 100 dei migliori film Usa di sempre (con nient’altro che l’ombra di un pugile che ballonzola sul ring nella foschia). Eccolo nelle hit più pop di mondi lontani mille miglia l’uno dall’altro: nel primo dei due dvd del live di Vasco Rossi (Vasco@Olimpico.07) ma anche come musica dell’Ave Maria cantata da Andrea Bocelli. Eccolo come l’arma segreta nello spot 2011 di Enel che vuol rompere con il buio del pessimismo. Eccolo come contrappunto in episodi di serie tv cult come il manga japan Kenshin samurai vagabondo e come quella targata Fox con protagonista la giovane avvocata Ally McBeal. Eccolo, e parliamo di nuovo di cienam, nella scena clou di un altro film-capolavoro di marca Usa, “Il padrino parte III” firmato da Francis Ford Coppola con la tragedia che segna la vita e la morte di Al Pacino nei panni del vecchio boss…

la tragedia e la vita

Del resto, la tragedia non aveva risparmiato la vita personale di Pietro Mascagni: Non ha dieci anni quando muore la madre Emilia, ne ha meno di venti quando muore il fratello Carlo e quattro mesi più tardi la sorellina. Resta il fatto che quando diventa una star grazie a “Cavalleria rusticana” non ha ancora 27 anni: meno di Enrico Nigiotti sul palco di Saremo, meno di Piero Ciampi quando registra il primo disco, meno di quando Modì esponeva le sue sculture senza riuscire a venderle.

Il fascino della cifra tonda per le ricorrenze vale anche per Mascagni: è il 130° della “Cavalleria. Per riprendere il filo di una cronologia del musicologo Fulvio Venturi: a marzo c’è l’anniversario dell’ingresso di “Cavalleria” nella finalissima del concorso Sonzogno, l’XFactor di allora;

la vigilia di Ferragosto quello del debutto livornese al Goldoni. Ma in mezzo c’è la data-chiave della carriera mascagnana: il 17 maggio c’è la prima rappresentanzazione al teatro Costanzi di Roma, protagonisti Gemma Bellincioni e Roberto Stagno, due fuoriclasse che diventeranno livornesi mettendo radici a Villa Morazzana e chiedendo di esser sepolti insieme nel cimitero di Montenero.

fuori dai cliché

«In una sola notte – dice Venturi – Mascagni diventa famosissimo: tutto il mondo lo considera un innovatore». Ma sarà forse proprio questa voglia di non appoggiarsi alla ripetitività del cliché chiesto dal pubblico a tener Mascagni un gradino sotto: famoso sì senza esser consacrato superstar. Vira dal verismo verso le suggestioni prima dell’orientalismo (ben prima del Puccini di Butterfly) e poi del decadentismo simbolista, senza contare l’idea di mescolare vla musica alla nuova arte del cinema che si affacciava alla ribalta.

Mascagni, in realtà, compone pochissimo a Livorno e anzi è a Cerignola che crea una sfilza di opere fino al “Guglielmo Ratcliff” e al “Silvano”. Ma potrebbe esserci qualcosa di più livornese di un capolavoro nato quasi per caso: da una novella di Verga perché se n’era innamorato Giovanni Targioni Tozzetti, poeta e prof all’Accademia navale, che scrive insieme a Guido Menasci un libretto (sul quale poi Verga pianterà una grana per vedersi riconoscere i diritti) inviato poco per volta a Mascagni in Puglia scrivendolo come fossero saluti sulle cartoline. Non basta: l’opera viene completata e spedita al concorso l’ultimo giorno utile. Di più: Mascagni voleva puntare su un’altra storia, si lascia convincere dagli amici ma non se ne farebbe di nulla se non fosse che la moglie lo pungola senza dargli pace.




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web