Arrestata tre volte in quattro giorni, così Heidy è finita in carcere
Dopo il furto al bar il Tramezzino di lunedì 20 gennaio era finita ai domicliari. Venerdì è stata fermata dalla polfer e poi dai carabinieri alla stazione nel giro di poche ore
LIVORNO. Heidy non è niente di più lontano da un cartone animato. È infatti il nome di battesimo della donna di 36 anni che gli ultimi quattro giorni ha stabilito un record da film: è stata arrestata tre volte, due addirittura nella stessa giornata. Per raccontare la storia giudiziaria di Heidy Turelli Beriguete, questo il nome per intero all’anagrafe, cittadinanza italiana ma di origini dominicane, è necessario tornare alla serata di lunedì 20 gennaio intorno alle 20,30 quando la donna si è intrufolata negli spogliatoi del bar il Tramezzino, lungo il viale Ippolito Nievo, riservati ai dipendenti del locale. Dalla stanza sarebbe uscita poco dopo con in tasca una novantina di euro rubati dalla tasca di uno dei baristi che si trovavano dietro al bancone. La trentaseienne a questo punto è stata fermata dagli stessi dipendenti. Pochi minuti dopo ecco arrivare i carabinieri.
Arrestata per furto aggravato e anche per resistenza a pubblico ufficiale visto che prima di salire in auto la donna – hanno scritto i militari nel verbale – si è messa a scalciare, sputare e offendere i militari proseguendo poi anche in caserma. La mattina dopo ecco il processo per direttissima e il trasferimento della trentaseienne su disposizione del pubblico ministero agli arresti domiciliari dove sarebbe dovuta restare anche nei giorni successivi. O almeno fino a quando un giudice non avesse deciso di rievocarglieli.
E arriviamo così alla giornata di venerdì 24 gennaio, in particolare nel primo pomeriggio quando durante un normale controllo all’interno della stazione Heidy è stata fermata e identificata. È bastato un controllo ai poliziotti per accorgersi che la donna aveva una misura restrittiva. Telefonata al pm di turno e di nuovo portata ai domiciliari, dove però è rimasta poche ore. Intorno alle 19 infatti, sempre fuori dalla stazione, è stata fermata una seconda volta ma dai carabinieri. Portata in caserma, ieri mattina era un’altra volta davanti al giudice per la direttissima. Al termine dell’udienza ecco il trasferimento nel carcere femminile di Solliciano. —
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