No alla tassa sul passo carraio, i residenti dal giudice di pace
A Vicarello si contesta la legittimità del tributo alla Ica, società incaricata di riscuotere per conto del Comune perché i cancelli insistono in proprietà privata
VICARELLO. Mauro Nesti su Fb, lancia un grido. Anzi, da cittadino, denuncia un malessere che riguarda le tasse sui passi carrabili delle vie Fanfani e don Raglianti. Per i residenti, soldi non dovuti ad Ica, la società che riscuote per conto del comune di Collesalvetti. Ad avvalorare la tesi della protesta, c’è anche stata la produzione degli atti notarili, che certificano che i passi carrai in realtà sono all’interno delle proprietà e non a raso della carreggiata. Una questione che tuttavia si trascina da lunga data, se è vero che i primi contrasti sono nati nel ’96, quando Ica applicò a Nesti (che nel frattempo riteneva giusto non dover nulla corrispondere) anche gli interessi di mora. «Nel ’98, venne un ispettore di Ica e mi lasciò un documento su carta intestata del comune, nella quale si dichiarava l’equivoco per cui dovevo essere rimborsato. Ma si parla di soldi che ancora non ho ricevuto». Nesti non molla la presa e rilancia: «Il giudice di pace del Tribunale di Livorno, ha già ricevuto 4 denunce e se la situazione non si blocca, ne arriveranno altre 6». Nesti chiude, augurandosi si riesca a trovare un accordo e dirimere la questione una volta per tutte.
Il sindaco Adelio Antolini, è stato contattato per darfe una versione ufficiale a livello istituzionale. Il primo cittadino di Collesalvetti, si è consultato con l’assessore di riferimento, Andrea Crespolini, che ha delega al patrimonio, bilancio ed ambiente e pochi minuti più tardi rilascia quella che rappresenta la versione ufficiale dell’amministrazione. Non prima di produrre una documentazione che arriva direttamente dal comune di Bologna e che sembrerebbe avallare la teoria secondo la quale non ci sarebbe molto spazio per i dubbi. In queste carte, alla domanda se i passi carrai aperti su strade vicinali sono soggetti a pagamento, la risposta è che sono soggetti anche quelli aperti su strade vicinali pubbliche, ovvero soggette a servitù di pubblico transito. Alla domanda che cosa è una strada privata ad uso pubblico, la risposta è chiara: “è una strada che non è di proprietà di un comune, ma che è soggetta all’uso pubblico. La strada rimane di proprietà di privati, ma su di essa si svolge un pubblico transito. I passi carrai posti in queste strade, ricadono nella stessa normativa riferita all’area pubblica”. Il sindaco prende la parola.
«Credo che le nostre informazioni non lascino spazio alle fantasie. C’è un contenzioso legale tra la società che per conto del Comune gestisce la riscossione di quel tributo e alcuni cittadini che invece ritengono quel pagamento illegittimo. Fino a che il contenzioso resta in essere, non possiamo far altro che aspettare ed intanto pensare che il pagamento debba essere effettuato. Se poi sarà deciso diversamente, significherà che gli importi saranno restituiti. Ma penso che la cosa sia abbastanza chiara».
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