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Concorsi truccati, il processo si sposta da Firenze a Pisa
LIVORNO. Il gup di Firenze Anna Liguori ha disposto il trasferimento alla procura di Pisa del procedimento che vede imputati 44 tra professori e ricercatori universitari specialisti di diritto tributario, con le accuse di aver pilotato concorsi per l’abilitazione alla docenza di diritto tributario nelle università. Il trasferimento sarebbe stato disposto poiché a Pisa si sarebbe verificato l’ultimo degli episodi di corruzione contestati nelle indagini.
L’ultimo dei casi di corruzione documentati dalla guardia di finanza sarebbe relativo all’attribuzione di un posto di ricercatore a Pisa per Francesco Padovani. Per l’accusa sarebbe stato compensato della circostanza di non essersi presentato al concorso bandito dall’università di Firenze il 10 maggio 2016. Le assegnazioni dei posti di ricercatore a Firenze e poi a Pisa sarebbero avvenute «nell’ambito di un unico accordo corruttivo».
Il gup ha ritenuto che il reato di corruzione si sia perfezionato a Pisa e pertanto si è dichiarato incompetente trasmettendo gli atti alla procura di Pisa, cui tocca valutare di nuovo la vicenda ed eventualmente chiedere un nuovo rinvio a giudizio. Si contesta, a vario titolo, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta (nei concorsi), abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa. È l’operazione “Chiamata alle armi” che nel settembre 2017 portò a sette arresti e a 22 interdizioni dall’insegnamento.
Gli effetti pisani dell’inchiesta riguardano il professor Alessandro Giovannini, 56 anni, livornese e docente di diritto tributario a Siena, studio professionale a Pisa ed ex direttore generale della Provincia di Livorno. Gli altri indagati sono Padovani, 46 anni, accusato anche di aver dichiarato di non svolgere più attività professionale facendo firmare ad altri gli atti da lui curati e continuando a percepire gli utili dell’associazione professionale; la professoressa di diritto tributario, Brunella Bellè, 52 anni; l’avvocato, nonché ricercatore, Nicolò Zanotti, 34 anni, di Pisa. A Zanotti viene contestato di aver accettato preventivamente la vittoria di Padovani, assicurando i componenti la commissione di non voler fare ricorso in cambio della promessa di una valutazione positiva in sede di abilitazione nazionale come professore di seconda fascia. —
Pietro Barghigiani
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