In città oltre 150 persone ai domiciliari e ogni giorno vengono fatti 20 controlli
Livorno: un super lavoro che impegna polizia, carabinieri e guardia di finanza, comprese le verifiche per gli obblighi di dimora
LIVORNO. Poco più di 150 persone che devono scontare gli arresti domiciliari o sono state colpite da una misura cautelare che le costringe a restare in casa, anche solo per alcune ore del giorno o della notte. È un lavoro nel lavoro quello di polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza. Ma, in maniera minore, anche della municipale. Le forze dell’ordine, infatti, almeno una volta al giorno ne controllano almeno una ventina, verificando che si trovino fra le mura domestiche negli orari indicati dai provvedimenti del tribunale e che, se disposto, non usino mezzi per comunicare con nessuno. Non basta, insomma, la semplice citofonata, è di fatto un sopralluogo molto più lungo e complesso. E in una città dove il controllo del territorio sta diventando sempre più martellante, è certamente un compito che porta via parecchio tempo a chi pattuglia la strada.
I NUMERI
A tirare le fila delle persone agli arresti domiciliari a Livorno è la divisione anticrimine della questura. Nei computer degli agenti ci sono tutti i nomi e gli indirizzi delle persone ristrette in casa. Dati che vengono aggiornati quasi ogni ora, con nuove misure cautelari e divieti o permessi decusi dal tribunale. Poco più di 150, fino a sabato pomeriggio, risultavano le misure in atto: si tratta di persone ai domiciliari, sorvegliati speciali, custodie cautelari, ma anche semplicemente obblighi di dimora notturni disposti, ad esempio, dal giudice per le indagini preliminari in attesa dell’avvio di un processo. Stando a quanto emerso, nell’ultimo periodo, i numeri sarebbero in aumento, visto che per i reati non particolarmente gravi i tribunali preferiscono questo tipo di restrizioni, meno invasivo e anche meno oneroso per lo Stato, ma che ovviamente costringe polizia, carabinieri e guardia di finanza a controlli sempre più frequenti.
I CONTROLLI
Una ventina, in tutto, le persone che normalmente vengono controllate a casa ogni giorno. Con una turnazione che, nel caso della polizia di Stato, decide proprio la divisione anticrimine. Quest’ultima comunica all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, di fatto alla Squadra volante, a quali indirizzi andare nella data X. Ogni giorno solo gli agenti di pattuglia ne verificano minimo quattro, una decina in tutto considerando poi il lavoro della stessa divisione anticrimine, che approfitta dei controlli fra le mura domestiche anche quando deve notificare un semplice atto, e i colleghi della Squadra mobile che aggiungono altre verifiche. Fra i due e i tre a turno, quindi oltre dieci al giorno, li fanno invece i carabinieri, sia con il Nucleo operativo e radiomobile, sia con i militari delle stazioni: Ardenza, Porto, Montenero e Centro solo nel comune labronico.
«compiti importanti»
«Questi controlli sono molto importanti e rientrano fra quelli assegnati alle forze dell’ordine – spiega il questore di Livorno, Lorenzo Suraci – e li facciamo insieme a tutti gli altri che svolgiamo ogni giorno. C’è una grande collaborazione fra noi e le altre forze dell’ordine, quindi può capitare che con guardia di finanza e carabinieri ci si dia una mano nei controlli». «L’operatore deve verificare personalmente che la persona si trovi in casa come prescritto dall’autorità giudiziaria – conferma il colonnello Massimiliano Sole, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno – e in ogni turno di servizio noi abbiamo fra i tre e i quattro obiettivi da verificare, sia con il Radiomobile che con le stazioni. È chiaramente un compito aggiuntivo rispetto ai controlli del territorio di cui ci occupiamo, ma comunque non è qualcosa di insostenibile».
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