Il Tirreno

Livorno

Madre di due figli muore a 54 anni: da un anno lottava contro una malattia

Andrea Rocchi
Varinia Ferrucci, morta a 54 anni
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Varinia Ferrucci, morta a 54 anni

Livorno: Varinia Ferrucci lavorava all’Ufficio notarile di Corso Amedeo. Lascia il marito e due figli. Alle 15,15 del 10 gennaio i funerali dalla cappella mortuaria dell’ospedale

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LIVORNO. Sembrava aver vinto la sua battaglia contro il male. Ma ad agosto, quello che pareva scongiurato perché sconfitto con pesanti cicli di chemioterapia, si era ripresentato in modo subdolo e aggressivo. Da allora sono stati giorni terribili, di nuove cure, di viaggi in ospedale, di consulti medico-scientifici a Milano, di terapie mirate che non sono tuttavia bastate a salvarle la vita.

Varinia Ferrucci aveva 54 anni. Si è spenta il 9 gennaio in un letto dell’ospedale di Livorno dove era ricoverata da alcuni giorni in seguito all’aggravarsi del quadro clinico. Lascia il marito Tomaso Pischedda e due figli, una ragazza di 24 ed un maschio di 13.

Lavorava a Livorno alla sezione protesti dell’Ufficio notarile. Chi l’ha conosciuta la descrive come una persona solare, gentile, che amava la famiglia e la vita a contatto con la natura. Amava tenersi in forma e frequentava insieme ad alcune amiche coetanee la palestra a Stagno, dove viveva col marito e figli. Una persona, insomma, dinamica e solare.

Originaria di Livorno – era nata qui il 14 settembre 1965 – aveva iniziato a lavorare subito dopo il diploma ed era impiegata da 35 anni all’Ufficio notarile di corso Amedeo. I genitori l’avevano chiamata Varinia come il nome della donna di cui si innamorò Spartaco, il gladiatore trace che fui il re dell’arena della Roma Antica. Un nome oggi molto diffuso soprattutto nell’ America Meridionale.

Sposata con Tomaso, che lavora nel campo immobiliare, ha avuto due figli: la più grande, 24enne, laureanda in scienze infermieristiche all’università di Pisa. Il più piccolo frequenta la scuola media. Entrambi sportivi, praticano rispettivamente pallavolo e calcio. Varinia ha scoperto il male quasi per caso. E’ stato il dottor Enrico Bianchi, conoscente della famiglia, che ha notato quel nodulo sotto la mascella e l’ha consigliata di sottoporsi ad esame e visita specialistica. La diagnosi è stata terribile.

Tuttavia le prime cure alle quali si è sottoposta - come ci ha raccontato il marito - sembravano dare risultati. «Si ricoverava in day hospital per i cicli di terapia», racconta. Il protocollo sanitario veniva seguito nel minimo dettaglio. Tanto che a giugno scorso i valori ematici e le condizioni fisiche della donna erano decisamente migliorati. Purtroppo, però ad agosto Varinia ha avuto una ricaduta. E la sua famiglia è piombato nuovamente nell’angoscia. Il marito ha provato a consultare anche uno specialista a Milano. E’ ripartita la trafila di esami e cure, ma il male ormai aveva aggredito zone cruciali del suo organismo. Ieri il suo cuore non ha più retto.

Alle 15,15 di venerdì 10 gennaio alla cappella mortuaria dell’ospedale si svolgeranno i funerali. Al marito e ai figli, in questo momento di dolore, giungano le condoglianze di questa redazione.
 

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