Spariti dalla cassaforte del pronto soccorso gli anelli di un’anziana morta da poche ore
Un’infermiera li aveva riposti lì in attesa dell’arrivo dei parenti. La figlia denuncia il furto ai carabinieri: «Com’è possibile?»
LIVORNO. Hanno rubato dalla cassaforte del pronto soccorso gli anelli d’oro della mamma appena morta. I gioielli che lei – rimasta senza vita a 77 anni nel giorno di San Silvestro – indossava fino a poche ore prima. È un dramma che si aggiunge a una tragedia ben più grande quello che sta vivendo Paola Falleni. Il 31 dicembre sua madre, Fiorella Prispoli, è deceduta nella shock room dell’ospedale dopo essere stata trovata esanime in casa. Sono le 15 quando la sorella di Paola chiama il 118 e il medico e i volontari giunti in ambulanza entrano nell’appartamento di via Muratori, nel quartiere della Rosa, soccorrendo e rianimando la donna, che abita lì. Poi la corsa disperata verso viale Vittorio Alfieri. Risultata purtroppo vana, perché l’anziana non si riprenderà mai, lasciando nello sconforto i familiari e tutte le persone che la conoscevano. Alle 17, infatti, i parenti vengono avvisati del fatto che Fiorella non c’è più.
Nel frattempo, un’infermiera di turno, come da prassi ripone tutti gli oggetti della signora – in questo caso i due anelli d’oro dal valore di circa 500 euro che indossava alle dita – in una cassaforte pensata proprio per prevenire gli odiosi furti. Viene utilizzata a questo scopo, in modo che i parenti (o gli stessi pazienti una volta dimessi) possano tornare a riprendere con calma gli oggetti, senza il rischio che vadano persi o che qualcuno li porti via anche solo per errore. Le figlie vengono avvisate, con una nuova telefonata, verso le 19. «Li trovate qui, li abbiamo conservati al sicuro».
Ma stavolta, all’apertura dello sportello, dentro non c’era più nulla. La busta di Fiorella, lasciata teoricamente nel luogo più sicuro del centro sanitario, era sparita. «Da ciò che mi è stato detto, in ospedale, hanno pure fatto un’indagine interna – prosegue Falleni – ma non sarebbe emerso nulla. Per questo, con qualche giorno di ritardo, ho deciso di fare denuncia ai carabinieri. Spero che esista un registro cartaceo o elettronico, qualcosa che documenti cosa sia potuto accadere e tenga traccia delle operazioni. Quella cassaforte si trova in una zona inaccessibile al pubblico. Sono convinta che li abbia presi qualcuno che abbia l’accesso all’area sanitaria o che comunque possieda le chiavi della cassetta, visto che solitamente rimane chiusa. Pensare che mi sono presentata lì la mattina di Capodanno e in servizio non c’era nessuno che la potesse aprire. Sono tornata alle 4 di pomeriggio in compagnia di due amici e all’apertura siamo rimasti tutti basiti e sotto choc. La stessa infermiera che li aveva riposti lì con cura, imbarazzata, mi ha risposto dicendo che non c’erano più. Fra l’altro è una persona che conosco e non ho alcun dubbio su di lei».
La donna, ieri mattina, ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Ardenza. I militari della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti, si sono già messi in moto, avviando le indagini. E Paola, in memoria della mamma, è intenzionata ad andare fino in fondo. Vuole capire come sia potuto accadere. «Non tanto per il valore economico – puntualizza – quanto per quello affettivo e per il gesto crudele di cui mia mamma è stata vittima una volta morta. Si sono approfittati di una persona che non c’era più per derubarla. All’inizio pensavo che la busta con i suoi oggetti fosse stata spostata. Invece no: era sparita. È impossibile che qualcuno l’abbia presa per sbaglio. Prima di denunciare tutto all’Arma ho dato tempo all’ospedale di fare tutti gli accertamenti del caso. Purtroppo però non hanno dato alcun esito».
Il furto – secondo quanto ricostruito dalla figlia della donna, 54 anni – è avvenuto nel lasso di tempo fra le 19 di San Silvestro e le 16 di Capodanno. «Una vicenda vergognosa che non sta né in cielo né in terra», chiosa Falleni, che ai carabinieri ha anche consegnato alcune foto che ritraggono i due anelli che sua mamma ha indossato per una vita intera.
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