Il Tirreno

Livorno

«Nessuno ha forzato mio figlio a fare querela per l’aggressione»

«Nessuno ha forzato mio figlio a fare querela per l’aggressione»

Il padre di Perini spiega che non c’è nessun caso montato ad arte e di aver provato a smorzare i toni solo per proteggere Alessandro 

2 MINUTI DI LETTURA





bEPLICA

«Voglio essere chiaro: nessuno ha istigato mio figlio a querelare! Non c’è quindi alcun caso montato ad arte. C’è invece, una telefonata dove si contesta che la denuncia di mio figlio fosse lo strumento più opportuno. Il che significa che i motivi per denunciare ci sono eccome. Ma ribadisco che non c'è nessun caso montato ad arte da dare in pasto ai giornali ed anzi, ringrazio ancora tutti gli esponenti della Lega che hanno preso subito le difese di Alessandro».

Interviene con una nota il padre di Alessandro Perini sul caso della presunta aggressione avvenuta davanti al Comune. Una nota nella quale viene smentito categoricamente quanto dichiarato da Lenny Bottai nella conferenza stampa. «Bottai sostiene infatti - prosegue il comunicato - che l'aggressione sia un caso montato ad arte dai vertici della lega ed in particolare da Susanna Ceccardi, la quale avrebbe istigato Perini a denunciare l'aggressione per creare un caso mediatico». «Secondo quanto dichiarato da Bottai - prosegue il comunicato - in seguito ad una telefonata con il padre dello stesso Perini, il giovane consigliere comunale della Lega sarebbe stato obbligato dai vertici del partito di Matteo Salvini a sporgere denuncia».

La telefonata tra il padre di Perini e Bottai dunque c’è stata, ma c’è divergenza sul suo contenuto. Va però ricordato che il segretario del Pc si è detto pronto a consegnarla a chi sta svolgendo le indagini, segno che si sente sicuro di ciò che sostiene. Il padre di Perini dà però una diversa chiave di lettura a quel colloquio. «Non c'è stata nessuna forzatura né da parte della Lega né da parte di Susanna Ceccardi - insiste il padre di Alessandro Perini- ero preoccupato per il clima che si stava creando, ed ho solo provato a difendere mio figlio ed a smorzare gli animi cercando di distogliere l'attenzione dalla persona di Alessandro e scaricando la colpa sui vertici del partito».

Ma perché l’avrebbe fatto? «L'ho detto perché ho paura, perché mio figlio è minacciato ogni giorno da queste persone - spiega il padre di Perini nella nota - quanto accaduto nei giorni scorsi ne è un chiaro esempio. Nessun passo indietro, quindi: in un paese democratico il confronto politico non può e non deve mai sfociare ne’ nella violenza, ne’ nelle minacce».

Ieri mattina la Lega era presente con un gazebo in via Grande e su Fb l’onorevole Manfredi Potenti ringrazia «dal profondo del cuore la Lega di Piombino per essere venuta con alcuni suoi iscritti e consiglieri comunali simbolicamente in sostegno di Alessandro Perini ». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web