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Ciclabili, bus turistici e di linea, ecco i sette progetti per cambiare la viabilità a Livorno
Dal Ministero dei Trasporti in arrivo 426.000 euro. Cepparello: «Rivedremo col nuovo gestore le corsie dei pullman di linea»
Riorganizzare il traffico in città in sette mosse. Quella che Giovanna Cepparello – assessore alla Mobilità – sta sviluppando con i colleghi della giunta vuole essere una “rivoluzione dolce”. Niente scossoni. Niente cambi radicali di rotta (a parte l’annunciato taglio degli stalli blu di cui, peraltro, si attendono i provvedimenti), niente opere faraoniche. Ma sette azioni per rendere Livorno più moderna, meno inquinata, con più biciclette e meno auto, con i pullman e i furgoncini delle consegne che si fermano fuori dal centro. E con i bus del trasporto pubblico che viaggeranno su Lam vere e non compromesse col traffico ordinario.
Come e quando? Si interverrà già a partire dal secondo semestre del 2020, in coincidenza con l’avvio degli interventi programmati della Ciclovia del Tirreno che solo a Livorno (dal Calambrone al Maroccone) costerà 2.5 milioni, di cui 1,2 erogato dalla Regione. A finanziare le 7 azioni c’è un contributo di 426mila euro che arriva dal Ministero dei Trasporti per il quale il Comune di Livorno è già stato ammesso. Ma “quando avremo piani efficaci e coerenti – sostiene Cepparello – potremo accedere alle molte risorse che nei prossimi anni saranno messe a disposizione dallo Stato e dall’Ue”.
IL BICIPLAN
Oltre 70% del traffico viene da auto e moto. La città non è ancora a misura di bicicletta. «Vogliamo rendere le piste già esistenti più organiche e completare quei collegamenti mancanti», è l’obiettivo dichiarato. Il nodo cruciale è la Ciclovia del Tirreno di cui la giunta, in questi giorni, ha approvato la convenzione con la Regione Toscana. Il cronoprogramma prevede un primo intervento Livorno-Tirrenia a partire dal ponte sul canale in diramazione dallo scolmatore dell’Arno, transitando sulla Sp224 percorrendo via Da Vinci, attraverso il passaggio a livello di via delle Cateratte. Il secondo collega via delle Cateratte con piazza Ferrucci, passando da piazza della Repubblica e via San Giovanni. Il terzo prevede un percorso bidirezionale fra piazza Ferrucci e via Zola, completando l’asse dell’Aurelia fino a Viale Carducci dove c’è già la pista. Il quarto prevede il collegamento di via De Larderel dal Cisternone fino a Viale Carducci. In ultimo, ma non meno importante, il completamente della pista del lungomare dalla rotonda d’Ardenza al Metamare-Rex. Qui – spiega l’assessore – l’intenzione è di lasciare intatti gli stalli per auto (originariamente l’ipotesi pista si “mangiava” i parcheggi). Probabilmente ne verranno eliminati ma in un numero limitato, assicura Cepparello. «Qui la carreggiata è abbastanza larga da poterne utilizzare una parte per la ciclabile».
CITY LOGISTICS
Al di là dell’anglicismo, il termine sta ad indicare la volontà di ridisegnare il piano delle consegne. Oggi i veicoli commerciali arrivano in centro e il Comune vuole lasciare le strade il più possibile libere, a beneficio dei residenti. Per far questo vanno individuati dei piccoli hub dove arrivano i Tir e da dove partirà un sistema “leggero” ed a basso impatto per le consegna della merce alle attività da parte dei fornitori.
BUS TURISTICI
Premesso che dal 2020 i bus turistici che arrivano in città saranno assoggettati ad una tassa differenziata fra circolazione e sosta (da un minimo di 50 a un massimo di 150 euro) e che porterà nelle casse 400.000 euro, l’obiettivo dell’amministrazione è individuare un’area dove far sostare tutti i pullman. Si parla dell’area ferrovie dopo il parcheggio Bufalini, ma è solo un’ipotesi.
Cepparello afferma che si stanno vagliando alcune possibili soluzioni.
TRASPORTO PUBBLICO
E’ forse l’azione su cui pesano i maggiori punti interrogativi. Anche perché la giunta dovrà fare i conti col nuovo gestore che ha vinto la gara regionale, i francesi di Ratp. L’assessore conferma tuttavia la volontà di aprire un tavolo con l’azienda per rivedere le Lam, le cosiddette linea di alta mobilità «In primo luogo perché non coprono tutta la città. E poi non sono vere e proprie Lam perché spesso le corsie preferenziali diventano a traffico promiscuo”. E poi c’è la necessità di riorganizzare il sistema delle fermate anche alla luce di alcuni problemi segnalati dagli utenti, come la fermata che non c’è più in via Ferrigni e i residenti costretti ad andare in viale Petrarca.
MOBILITA’ SOSTENIBILE.
Livorno non ha un vero e proprio piano Pums, acronimo che sta per Piano urbano di mobilità sostenibile. Eppure le città sopra i 100.000 abitanti sono obbligate a redigerlo. In questo 2020 l’assessore promette la luce verde sul piano.
TRE CAMPAGNE
«Lavoreremo su tre fasi – dice – dapprima redigendo un quadro esigenziale, raccogliendo cioè indicazioni, necessità ed esigenze dei cittadini. Poi promuoveremo una campagna di sensibilizzazione e, infine, un monitoraggio delle azioni”. «Con gli uffici, che ringrazio per il lavoro svolto, stiamo già definendo il lavoro». L’intento è rendere il sistema di mobilità della città più organizzato, meno caotico e abbattere l’inquinamento.
NUOVO PIANO TRAFFICO
E’ l’ultima azione, ma non per importanza. Anche perché l’ultimo Piano del traffico di Livorno risale al marzo del 2000 (giunta Lamberti) e fu organizzato dall’allora assessore Simone Maltinti quando l’obiettivo – come disse l’ex capo dei vigili urbani Pucciarelli – era rendere la viabilità più sicura a fronte di 2.100 incidenti all’anno. «Oggi, dice Cepparello, dobbiamo creare azioni perché i residenti - oltre a coloro che si muovono in città – si sentano più tutelati» . L’intento di azioni coordinate è positivo, ma i problemi da affrontare sono molti. Dalla cronica assenza di posti auto in centro, alla sicurezza di alcune strade (certi tratti di viale Italia ancora molto pericolosi), dal caso dello svincolo “rompicapo” di Montenero sul quale il comune attende l’okay di Anas alla questione del piano tariffario della sosta e la partita con Tirrenica Mobilità. Il lavoro è partito, ma si annuncia lungo.
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