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Addio a Pucciarini, l’ingegnere che ha aperto i cancelli di Castel Sonnino ai livornesi

Giulio Corsi
Addio a Pucciarini, l’ingegnere che ha aperto i cancelli di Castel Sonnino ai livornesi

Aveva 66 anni, è morto nella sua casa di via Randaccio. Figlio del patron della Cosmos era proprietario della scogliera fino a Calafuria 

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LIVORNO.  «Le posso dire con certezza che dal promontorio del Sonnino fino a Calafuria è tutto nostro. Sinceramente l'ho scoperto anch'io da poco: si occupava di tutto mio padre che è venuto a mancare un paio di anni fa», raccontava al Tirreno nel 2012 Riccardo Pucciarini, ingegnere elettronico, figlio di Sergio, ingegnere pure lui, uscito dall’Accademia, che nel 1987, dopo avere spedito in mezzo mondo i sottomarini della sua Cosmos comprò il meraviglioso castello livornese che era stato del barone Sidney Sonnino.

«Vorrei chiarire una cosa però - sottolineò Pucciarini -: la spiaggia di Cala del Leone non è stata mai chiusa fino a oggi e non lo sarà in futuro». In queste parole era ben fotografata l’immagine di quest’uomo, nato a Perugia, ma trasferitosi da bimbo a Livorno, che negli ultimi anni ha aperto decine e decine di volte i portoni del castello alla città, per iniziative culturali e benefiche e per condividere in qualche modo quella grande bellezza con tutti i livornesi. Pucciarini è morto ieri mattina all’alba, nella sua casa di via Randaccio 20, attorniato dall’affetto della compagna Anna Corsini, nota oculista, e dei figli Stefano e Francesco, rispettivamente medico e ingegnere. Aveva 66 anni. Stava male da tempo e nelle ultime settimane le sue condizioni si erano molto aggravate.

Era nato in Umbria ma era livornese a tutti gli effetti. Della nostra città aveva preso lo spirito: «Era dotato di un sarcasmo eccezionale, brillante, vivace, intelligente», ricorda un compagno della 5B del liceo scientifico Enriques, una classe in cui Pucciarini si era ritrovato tra gli altri insieme a Giovanni Lippi, storico patron della Gran Guardia, Carlo Montano, argento olimpico di scherma, al chirurgo pediatrico Daniele Corsi, a Mauro Ferrari, primario di Chirurgia Vascolare a Cisanello e all’ortopedico Giovanni Fabbri, scomparso l’anno scorso. Con loro e con tanti altri compagni di scuola, nel 2011 Pucciarini aveva festeggiato il quarantennale della maturità. «E da allora non ci siamo mai più persi di vista. Era diventato un animatore del nostro gruppo. Ci si incontrava al Sonnino tre volte l’anno: lui metteva generosamente a disposizione la struttura, l’estate all’aperto, l’inverno all’interno. Aspettavamo a gloria il 2021 per festeggiare il cinquantesimo. Purtroppo Riccardo non ci sarà, come Giovanni».

Di Pucciarini gli amici ricordano l’umiltà e la disponibilità verso il prossimo. Nel 2013 confidò un’idea: «La possibilità di realizzare accanto alla tomba del barone Sonnino un’opera in memoria di chi decide di rifiutare le regole e vivere senza rompere le scatole a nessuno. Un monumento al clochard. Un’amica artista - raccontava - Adriana Ristori mi ha fatto pensare a Cardosi morto a 61 anni cadendo da una bici dopo quello che ha passato. Vorrei un’opera che lo ricordasse». Nello stesso anno aprì gratuitamente i portoni del suo castello incantato alle visite guidate della Pro Loco di Quercianella, in modo che l’incasso fosse devoluto all’associazione di Suor Costanza che seguiva i malati oncologici.

Laureatosi in ingegneria elettronica, Pucciarini avrebbe potuto vivere bene semplicemente gestendo le importanti proprietà di famiglia (non solo il castel Sonnino, ma anche gli ex capannoni della Cosmos, ad esempio), e invece aveva fondato la Uno Motion Systems Srl, una società con sede in via Mattei a Rosignano, che si occupava di robotica e simulazioni. Un’attività che seguiva con passione al punto da autodefinirsi «felice sviluppatore di sistemi software e hardware».

A Livorno aveva aperto anche una società di informatica. Ma non aveva mai dimenticato le origini marinaresche della sua famiglia, nate col padre Sergio, ingegnere navale e pilota di mezzi subacquei della Decima Mas, che nel 1954 fondò a Livorno la Cosmos, acronimo di Costruzione Motoscafi Sottomarini, azienda che diresse personalmente fino al 1989 costruendo vari tipi di veicoli subacquei, nonché mini sottomarini venduti alle marine militari di tutto il mondo. Proprio in nome di questa tradizione Riccardo aveva sostenuto con convenzione progetti editoriali sulla storia della marineria italiana. Oggi alle 13.45 gli amici gli porteranno l’ultimo saluto nella casa di via Randaccio, prima che la salma sia trasferita al cimitero dei Lupi per la cremazione.
 

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