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Livorno

Rischia di fare un incidente, poi insulta il portiere Luca Mazzoni

Stefano Taglione
L'ex portiere del Livorno, Luca Mazzoni (foto Andrea Masini/Pentafoto)
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L'ex portiere del Livorno, Luca Mazzoni (foto Andrea Masini/Pentafoto)

Livorno, la lite in via Solferino sedata dalla polizia. L’ex numero uno amaranto: «Andava forte e stava per venirmi addosso»

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LIVORNO. Ha rischiato di travolgere il furgone e l’autista che lo guidava. Per altro non un personaggio qualunque, ma l’ex portiere del Livorno Luca Mazzoni. Poi si è fermato «tirando il freno a mano con l’auto ancora in movimento» – raccontano alcuni testimoni – e insultando il trentacinquenne calciatore livornese. Al punto che in via Solferino, nella serata di mercoledì 18 dicembre, è dovuto intervenire un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli.

Una lite banale, per meri motivi di viabilità, con gli agenti con grande professionalità hanno evitato che potesse degenerare in violenza. Secondo quanto ricostruito un livornese di 36 anni, al volante della sua auto nel quartiere del Pontino, avrebbe improvvisamente invaso la corsia opposta alla sua per schivare alcune macchine parcheggiate, contro le quali evidentemente stava rischiando di sbattere. Ma nell’altro senso di marcia, uscendo da via della Torretta, si stava immettendo Mazzoni guidando il suo furgone. L’ex calciatore abita in zona. Il portiere – lo scorso febbraio, dopo una partita con il Lecce, trovato positivo a un metabolita della cocaina e squalificato dalla giustizia sportiva per quattro anni – al contrario non avrebbe compiuto alcuna manovra azzardata e velocemente è riuscito in qualche modo a evitare l’impatto, senza che nessuno dei due mezzi si danneggiasse.

Un grande spavento. Tutto sembra ormai alle spalle. Ma non è stato così. «Io l’ho semplicemente mandato a quel paese, perché ha rischiato seriamente di venirmi addosso – spiega il portiere – e lui si è fermato e ha iniziato a inveire contro di me. Ho avuto paura che con la sua macchina si schiantasse sul mio furgone, c’è andato molto vicino e aveva invaso la mia corsia perché probabilmente stava andando troppo veloce e rischiava di finire addosso alle auto parcheggiate. In una strada come via Solferino non si può andare certo forte, perché è abbastanza stretta ed è in centro abitato. Io cosa ci potevo fare se rischiava di sbattere contro le auto? Mica poteva venirmi addosso».

L’accesa lite – per fortuna non degenerata in violenza – è stata comunque sedata sul nascere dagli agenti della questura, che con una volante stavano pattugliando la zona del Pontino durante i normali controlli del territorio. Gli agenti si sono limitati a identificare il calciatore e l’altra persona, un uomo di 36 anni che è poi andato via.

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