600 proprietari di barchette si riuniscono: «Non toccate i nostri posti nel Mediceo»
LIVORNO. «La Darsena Nuova e il Porto Mediceo non sono uno spazio vuoto: ospitano centinaia e centinaia di barche, bisogna trovare una soluzione condivisa perché non è immaginabile che per far posto al porto turistico spariscano nel nulla». Partono da qui Paola Turio, Paolo Ponzali, Pier Damiani e Franco Mantellassi, esponenti del circolo nautico Il Passatempo, dell'Asd Pesca Borgo e del circolo Arci Fisa La Vela, per annunciare che la piccola nautica presente in quegli specchi acquei ha dato vita a un fronte comune con una serie di altre realtà associative: il circolo pesca sportiva Darsena Nuova, il Cnca Le Ancore, il circolo La Vela Libertas, il circolo Autorità Portuale, il circolo Muro del Pianto e quello degli scali Novi Lena.
«In tutto rappresentiamo nove circoli con oltre seicento barche», dicono Turio, Ponzali, Damiani e Mantellassi: gli altri tre circoli presenti «stanno pensando di entrare» e, con essi, si arriverebbe a quota 900 barche.
La nuova realtà si chiama "Associazione per la tutela e la conservazione delle tradizioni marinare e del Porto Mediceo" è stata costituita davanti al notaio Alfieri, con l'aiuto dell'avvocato Antonio Bellesi e con l'appoggio del Consorzio aurico che raggruppa la nautica sociale livornese (circa tremila proprietari di barche in una sessantina di circoli). Già nella denominazione indica il motivo per cui è nata: si teme - spiegano i quattro - che la realizzazione del porto turistico ad opera di un gruppo privato avvenga «ai danni dei nostri circoli». Il motivo è presto detto: adesso una barca da 6 metri paga 120-150 euro all'anno mentre nel nuovo assetto dovrebbe tirar fuori «una cifra che è dieci volte tanto se non addirittura quindici: fuori dalla portata delle nostre tasche».
Domani è previsto un incontro con il sindaco Luca Salvetti. In ballo c'è anche l'ipotesi di un nuovo approdo alla Bellana riservato alla piccola nautica, ma di recente è emersa proprio del popolo delle barchette la contro-proposta di lasciare le piccole barche nel Mediceo com'è attualmente è collocare il porto turistico negli spazi alla Bellana.
«Stiamo parlando di una grande aggregazione di realtà sociali - dice Turio - che rappresentano una tradizione della città che con il mare ha un rapporto quotidiano. Non solo: c'è da tutelare un patrimonio di gare remiere e di tradizioni locali da valorizzare».
«Non vogliamo polemiche bensì soluzioni», sottolinea Damiani. Ma - avverte Mantellassi - non è una soluzione il fatto che arrivi un soggetto e detti le sue condizioni. I promotori dell'iniziativa sottolineano che «l'Authority tace» e chiedono che «la discussione prenda una piega civile, senza atti d'imperio».
M.Z.
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