Giurano 212 futuri ufficiali Il ministro: ricordate l’etica
Davanti al Brigantino la cerimonia con gli allievi provenienti da tutto il mondo L’emozione dei familiari e l’applauso al ricordo degli incursori feriti in Iraq
LIVORNO. Giornata di emozioni e di quattro “prime” illustri quella di ieri in Accademia. Hanno prestato il solenne giuramento di fedeltà alla Patria, infatti, i 108 allievi della prima Classe del Corso Normale, i 93 del XIX° Corso a Ferma Prefissata e gli 11 del XIX° CorsoPiloti di Complemento. 212 futuri ufficiali (di cui 13 stranieri) che dopo 3 mesi di addestramento e sacrificio, sono pronti a intraprendere l’irta strada che li trasformerà in comandanti.
Come ogni anno, nel primo sabato di dicembre, insieme ai parenti e familiari degli allievi, hanno varcato il cancello d'ingresso anche diverse personalità civili, militari e religiose. Ed è stato il primo giuramento, nelle attuali vesti, per il nuovo comandante dell'Accademia Flavio Biaggi, per il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, per il sindaco Luca Salvetti, per il capo di Stato Maggiore della Marina Giuseppe Cavo Dragone, di ritorno a Livorno dopo aver a lungo guidato l’istituto di viale Italia, che con il comandante delle Scuole della Marina Alberto Bianchi, hanno assistito alla cerimonia.
«A vedervi schierati all'ombra di questo splendido brigantino – ha detto Cavo Dragone rivolto ai 212 allievi – mi viene la pelle d'oca. Non so se il cerimoniale mi consente di dirlo, ma è la verità. Anche io, come voi, 43 anni fa iniziai questo percorso e vi garantisco che è una strada ricca di difficoltà, ma anche di enormi soddisfazioni. Garantire la libertà di navigazione, la salvaguardia ambientale, la sicurezza, i diritti civili e il contrasto a terrorismo e pirateria saranno i vostri punti cardine».
Poi ha preso la parola il ministro Guerini. «La Marina italiana – ha detto – è stimata e rispettata in tutto il mondo. Siate orgogliosi di portare avanti la tradizione di questo corpo, entrando a far parte della grande famiglia della Difesa. Siate d'esempio per tutti, servendo il Paese sul mare e dal mare, portando avanti i nostri valori etici e culturali. Siate il cambiamento nella tradizione».
Il ministro ha chiuso il discorso con un riferimento ai 5 militari delle forze speciali - di cui due appartenenti al 9° reggimento Col Moschin di stanza a Livorno - che sono stati recentemente feriti in Iraq e nel piazzale dell'Accademia si è alzato un grande applauso.
Prima del giuramento ha salutato i 212 marinai anche il comandante dell'Accademia, Biaggi. «Questo è un corso di formazione di eccellenti qualità che vi insegnerà dedizione, perseveranza e spirito di sacrificio. Fatene buon uso per il vostro futuro e siate degni testimoni dei nostri valori».
Poi la parola è passata agli allievi che con un “Lo giuro” urlato col mare e il Brigantino in sottofondo hanno fatto rimbombare i cuori dei presenti, immediatamente prima che della raffica a salve. Da quel momento per quei 212 giovani è iniziata l’avventura all’Accademia Navale dove resteranno almeno 4 anni per formarsi come uomini, come marinai e come comandanti. —
Nicolò Cecioni
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