Italia
Turismo lento, la spinta arriva da ex ferrovia e antiche vie
La proposta del gruppo Cittadini in Comune per Collesalvetti vuol valorizzare e collegare 4 percorsi: «Progetto assolutamente fattibile, senza grosse spese»
COLLESALVETTI. Turismo lento come scommessa per l’ambiente e come potenziale economico totalmente da esplorare. Cittadini in Comune per Collesalvetti lancia una proposta per creare un sistema di mobilità dolce che metta in relazione vari percorsi, la ex ferrovia Collesalvetti- Guasticce, la “Via di Leonardo”, la strada etrusca e l’acquedotto Leopoldino.
« Si parla molto - spiega il capogruppo Emanuele Marcis - di come valorizzare le bellezze del nostro territorio grazie al turismo lento, andandone a facilitare l’attraversabilità e collegando tra loro i vari sentieri ciclopedonali e strade bianche. Qualcuno ha detto che innovazione è “connettere i puntini”. C’è un potenziale che attraversa le nostre campagne, i nostri paesi e le nostre colline mettendo insieme e collegando tra loro le varie tracce già esistenti o in corso di definizione».
Il progetto non sarebbe faraonico «qualcosa di assolutamente fattibile - si spiega dal gruppo - per cui volontari e associazioni diverse si stanno già battendo da anni, bisogna appunto che la politica locale sappia “unire i puntini” a vari livelli e dedicare un impegno costante. Se vogliamo vedere questa visione realizzata occorre che Collesalvetti crei una cabina di regia di tutti gli sforzi che si stanno portando avanti per ognuno di questi progetti e che ne prenda le redini diventando capofila nel caso in cui qualcuno di essi rischi di arenarsi».
Ecco nei dettagli a cosa pensano: «La Via Sacra Etrusca è un esempio di iniziativa di cui Collesalvetti dovrebbe essere snodo e capofila. Poi ci sarebbe la Via che abbiamo battezzato “di Leonardo”, tra Vicarello e Stagno, in onore a chi per primo immaginò uno scolmatore dell’Arno che potrebbe essere messa a punto anche grazie alla nuova attenzione che c’è da parte della Regione su questo corso d’acqua e dei finanziamenti che sono stati annunciati per il rinforzo degli argini».
Poi Cittadini in Comune vorrebbero «Realizzare una pista ciclopedonale nel tratto di ferrovia dismessa tra Collesalvetti e Guasticce. Il tratto tra via Cerrata e la via di Calospelli basterebbe davvero poco per essere reso percorribile, attualmente è invaso solo da rovi e canne, insomma, tutt’altro che un sogno irrealizzabile».
Per quanto riguarda l’acquedotto Leopoldino, «la visione che lo vorrebbe non solo un’opera idraulica ma anche una passeggiata risale al suo architetto, qui si tratta veramente di rendere giustizia ad un’opera d’ingegno avanti secoli e che ancora i nostri amministratori non hanno capito. Per fortuna qualcosa si è mosso ma solo grazie alla volontà dell’attuale presidente di Asa, oltre che agli instancabili sforzi delle associazioni che da sempre si battono per questo.Ora che siamo ad inizio consiliatura ci potrebbe essere il tempo per imbastire un percorso verso questa visione di territorio». —
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