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Il sindaco: «Con poco tempo e pochi soldi fatto il massimo per Modigliani»
Ma Salvetti è contento dei numeri della mostra al Luogo Pio Le informazioni? «Sistemeremo l’edicola di piazza civica»
LIVORNO. Poco tempo e poche risorse a disposizione per promuovere intensamente l'evento più importante per Livorno, il centenario della morte di Amedeo Modigliani. Ecco perché a Livorno, soprattutto in centro, non c'è la febbre per le tante iniziative promosse per celebrare il grande artista. Questa in sintesi la "difesa" del sindaco Luca Salvetti, soddisfatto comunque per il buon andamento che sta registrando la mostra in corso al Museo della città.
Sindaco, l’impressione è che, considerando lo spessore della mostra, a livello promozionale sia stato fatto pochino. Per esempio, due soli striscioni per la mostra in centro. Si poteva fare di più?
«Assolutamente no.Abbiamo messo parecchi cartelloni: in città, a Pisa, dentro l’aeroporto Galilei, l’aeroporto di Firenze; ci sono gli autobus: due a Livorno, ed uno per ogni altro capoluogo ove la CTT opera. E ancora 120 testate giornalistiche che sono venute a parlare e a promuovere la mostra. Ma nel centro città, i manifesti latitano: Modigliani si vede e non si vede... Avevamo alcuni spazi disponibili, e gli abbiamo utilizzati. Era impossibile monopolizzare la situazione, togliendo spazio a tutte le altre iniziative (sarebbe stato economicamente controproducente). Ci siamo inseriti laddove possibile. Ce ne sono anche di grandi dimensioni, in via Firenze, alla stazione, ai tre ponti. Inoltre ci sono 600 locandine fornite a confcommercio e confesercenti, da distribuire ai commercianti livornesi. Se poi le hanno esposte o meno, questa non è una cosa che noi possiamo controllare».
Secondo lei, non sarebbe stato lecito pensare a qualche cosa di più evidente. Un evento per Modigliani non capita tutti i giorni. Per esempio illuminare via Grande un po’ come hanno fatto a Bologna per ricordare Lucio Dalla ?
«Non dobbiamo dimenticare che due mesi e mezzo fa, ancora non si sapeva se la mostra sarebbe stata fattibile o meno. Le cose devono essere pianificate, preparate, occorre tempo.Per fare una luminaria di quel genere, non basta una settimana. Ci sono percorsi burocratici; e una volta superati, arrivano i tempi di realizzazione. Se poi uno vuol guardare il bicchiere mezzo vuoto, si può dire qualsiasi cosa, anche che la mostra è brutta.
Insomma, lei sostiene che è stato fatto il massimo ?
«Certo. Posso accettare la critica sulla mancata esposizione da parte dei commercianti, ma sul resto no. Ripeto, sulla base dei tempi che abbiamo avuto a disposizione. Perché mentre si pensava a questo aspetto, c’erano da rifare una piazza, un museo, e mettere in piedi un’operazione internazionale. Dubito che esista un’altra amministrazione capace di fare lo stesso lavoro nel medesimo arco temporale».
E per quanto riguarda l’ufficio turistico, per quale motivo trascura l’evento?
« L’ufficio turistico fa capo alla provincia: noi il materiale lo abbiamo portato, e loro lo hanno messo insieme a tutto il resto. Ci sono andato di persona, ma le cose sono cambiate di poco. In questo senso abbiamo deciso di prendere l’edicola di piazza civica: la stiamo risistemando e riorganizzando, per farci un punto informazioni gestito direttamente dal comune. Ci vorrà un po’ di tempo perché sia possibile renderla operativa».
Quanto tempo ?
«Io spero che entro il periodo di Natale sia pronta per poter fare un’apertura».
E a livello nazionale, la promozione è sufficiente?
«Siamo usciti su tutti gli inserti di Repubblica, tanti giornali hanno scritto della mostra, perfino il the Guardian in Inghilterra. E i periodici. Stessa cosa vale per i tg, rai uno, rai due, rai tre, canale cinque, la sette».
Non avete pensato a qualche spot televisivo?
«Occorre sottolineare il fatto che, per la mostra in questione, i fondi non è che fossero tantissimi. Per fare uno spot sulla Rai, ci vogliono centomila euro, cifre ben lontane dai nostri quadri di riferimento».
E in futuro?
«Faremo sicuramente dei ritorni, con la ‘complicità’ di molti eventi importanti. L ’arrivo del presidente della Repubblica, il quindici gennaio, per esempio, darà una grande spinta nella fase finale. Ovvio che ne frattempo, a seconda di come vanno le cose, stabiliremo se e come intervenire».
Quindi, ad oggi, lei si ritene soddisfatto?
«Sono euforico. Chiaro che se avessimo avuto otto mesi di preparazione, saremmo andati a concentrarci sullo specifico. Quel che abbiamo realizzato è un miracolo, dovuto all’eccellente livello di organizzazione degli uffici, del personale del comune e dell’amministrazione. I segnali sono buoni. Del resto stiamo parlando di Modigliani... Siamo già oltre le undicimila presenze. Il museo della città, in tutto il 2018, ha fatto 15.850 visitatori, e noi, a dicembre (neppure un mese), quel dato lo avremo già superato».
Qual è la soglia che ambirebbe a toccare?
«Dico 50.000. Possiamo farcela».
Un dato già inferiore alle previsioni iniziali dell'amministrazione, ben più ottimistiche. La speranza è che sia una stima prudenziale.
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