Il presidio
Sei profughi nascosti nel container sulla nave per due giorni: respinti
Livorno: sono stati sorpresi dalla Polmare durante un controllo e affidati al comandante del cargo. Multa in arrivo per l'armatore
LIVORNO. Hanno viaggiato chiusi in un container per oltre due giorni. In balia del freddo e delle onde, stretti nel carico di uno spedizioniere forse ignaro di tutto e con le scorte contate per poter bere e mangiare. Se qualcosa fosse andato storto, su quella nave merci, loro sarebbero arrivati morti. La polizia di frontiera marittima ha respinto sei profughi. I migranti, tutti uomini africani fra i 20 e i 30 anni, si erano chiusi in un container salpato domenica 17 novembre, verso le 21, nel porto tunisino di Radès.
La loro speranza era entrare in Italia, passando da Livorno, dove sono arrivati mercoledì mattina, il 20 novembre, alle 6.20. Quando la Polmare – diretta dal vicequestore aggiunto Alberigo Martino e dal commissario Luciano Lupi – ha deciso di controllare proprio quel carico, battezzato come sospetto fin da subito, loro si stavano preparando per uscire dal container e scappare verso il Varco Galvani.
Poi, dopo il passaggio sotto lo scanner presente in porto e l’apertura dello sportello, la scoperta dei sei uomini in buone condizioni di salute. Gli agenti della Polmare sono riusciti a non farli oltrepassare l’area doganale, affidandoli al comandante del cargo (che oltre ai container trasportava anche alcuni Tir) per il rimpatrio immediato.
Si tratta della Miramar Express, una nave di 153 metri di lunghezza e 20 di larghezza battente bandiera cipriota. La società, la tunisina Cotunav, verrà multata dalle autorità italiane secondo i regolamenti comunitari per omessa vigilanza e l’equipaggio è stato costretto a cambiare rotta. Anziché proseguire per un altro porto italiano, secondo quanto previsto dal piano di navigazione, dovrà immediatamente tornare in Tunisia per riportare a casa i profughi. La nave è partita ieri pomeriggio.
Sempre su questa nave, lo scorso 30 ottobre, gli agenti della Polmare avevano sorpreso quattro profughi tunisini nascosti dentro al rimorchio di un Tir, all’insaputa del camionista. Anche in quel caso furono affidati al comandante e riportati in Tunisia con la stessa nave.
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