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Crolli e aule chiuse, i genitori protestano «A pranzo 40 bimbi nella stessa aula»

Nicolò Cecioni
Crolli e aule chiuse, i genitori protestano «A pranzo 40 bimbi nella stessa aula»

All’istituto Micheli scale inagibili, infiltrazioni e disagi «Ogni volta che piove abbiamo paura per i nostri figli»

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«Ho cinque figli, uno di 26 anni, uno di 25, uno di 16 e due gemelli di 7. Sono tutti andati alle Micheli, quindi questa scuola la conosco bene. E i problemi che ci sono adesso, ci sono sempre stati da almeno 20 anni». Mariagrazia Intignano è una delle tante mamme degli alunni dell'istituto comprensivo Micheli-Bolognesi di piazza XI Maggio che hanno incontrato la vicesindaca Monica Mannucci.

Le cinque stanze inagibili al secondo piano per le infiltrazioni, come raccontato nei giorni scorsi dal giornale Il Tirreno, le tegole del tetto che traballano e le scale chiuse sono solo alcuni dei problemi evidenziati dai genitori all’interno della scuola.

Di fronte alla vicesindaca Mannucci, alla dirigente scolastica, e consigliera comunale, Cecilia Semplici e ad alcuni tecnici del Comune che si sono occupati dei lavori, i genitori hanno chiesto informazioni e garanzie sullo stato della scuola. Per essere rassicurati e capire per bene la situazione.

«Sia chiaro – continua Intignano – noi non ce l'abbiamo con i bambini perché sono tutti nostri figli e non hanno colpe. Ma da quando i bimbi della scuola dell’infanzia comunale Menotti e de Lamarmora sono ospitati nell’edificio delle Micheli, si è deciso di metterli nelle stanze che prima erano riservate alla mensa. E adesso, con le aule del secondo piano chiuse per inagibilità, i miei figli si trovano a dover pranzare in classe. Non solo, in una sola aula, vanno a mangiare anche i bambini di un'altra classe, per un totale di 40 bimbi in una sola stanza. Con il cibo che, tra l'altro, viene portato al primo piano in ascensore e non per le scale perché le scale sono chiuse».

Delle due scale della struttura, infatti, solo una è agibile ma essendo particolarmente ripida avrà bisogno dell'installazione di pannelli in plexiglas per evitare che i bimbi si sporgano troppo. L'altra rampa, invece, è stata chiusa per rialzare il corrimano di qualche centimetro.

«Mia figlia – spiega Allinson Silva, madre di una studente del Menotti – è stata spostata tre volte da quando crollò il tetto al Menotti. Lei adesso fa lezione nell'aula della mensa riadattata a classe».

Il figlio di Vanessa Frisino, invece, fa lezione al secondo piano, in un'aula che non è stata interessata dai crolli e dalle infiltrazioni.

«Ogni volta che piove – racconta – abbiamo paura che possano crearsi infiltrazioni. L'ala verso via Solferino è stata chiusa e non sono stati fatti alcuni lavori. Il resto no. Ma così, per esempio, i maschi devono condividere il bagno con le femmine. Ci hanno spiegato che i lavori definitivi sarebbero dovuti iniziare quest'estate, ma l'amministrazione si è insediata a fine giugno e a quel punto non c'era più tempo. Andremo avanti così ancora fino a fine anno scolastico, poi speriamo che a settembre 2020 sia tutto pronto».

Parla anche il geometra del comune Giovanni Monacizzo che 20 giorni fa è salito sul tetto delle Micheli per monitorare la situazione. «Le tegole ciottolano per via del vento e per questo si creano le infiltrazioni. Vanno ripristinate, ma prima bisogna che il tetto si asciughi. Appena smette di piovere torneremo la sopra per finire i lavori, poi dopo l'intervento di riparazione faremo l'interno e penseremo al controsoffitto e ai pannelli che sono venuti giù». —

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