Italia
Leccia, in due sfondano casa con tre camere e giardino
La rabbia dei condomini: «Hanno messo pure la veranda e chiesto il posto auto. Quell’alloggio è stato libero un anno, perché Casalp non l’ha dato a una famiglia?»
LIVORNO. «Hanno sfondato un appartamento al pian terreno, con tre camere matrimoniali, doppi servizi, sala, due giardini, uno affacciato sul davanti e l’altro sul retro della casa. Ora ci abitano in due, una giovane coppia livornese, abusiva. Non abbiamo niente contro queste persone ma ci chiediamo perché Casalp, che è proprietaria dell’immobile, e l’ufficio casa del Comune, che gestisce le graduatorie di chi ha bisogno di un tetto, abbiano lasciato passare un anno da quando l’alloggio si è liberato per la morte dell’assegnataria, senza darlo a una famiglia numerosa che si trova in lista di attesa e sicuramente ne ha bisogno».. Il ritornello non è nuovo in città, stavolta però la denuncia non arriva dai quartieri nord, ma dalla Leccia: via Botticelli numero 15, un bel palazzo di cinque piani costruito a metà degli anni Ottanta dall’allora Ater, a pochi passi da villa Corridi con vista sulla valle Benedetta. Aria buona, stradina tranquilla, una periferia dall’aria residenziale. Non a caso qui, negli anni, la casa popolare se la sono comprata in molti e oggi i valori degli immobili sono piuttosto alti.
L’occupazione abusiva, secondo quanto denunciano i residenti dello stabile, è avvenuta due settimane fa. «Sono venuti un sabato mattina, senza pudore. Era il 19 ottobre. Col martello e lo scalpello hanno divelto la grata che era stata messa davanti alla porta dell’alloggio da Casalp e sono entrati. Poi hanno iniziato il trasloco. Come se fosse casa loro, come se la legge non esistesse, con un senso di impunità che ci ha lasciato basiti, hanno montato pure una veranda, chiaramente abusiva, sul terrazzo. Poi hanno chiesto quale fosse il loro posto auto nel cortile per poter parcheggiare. Tutto chiaramente senza pagare il canone, tutto senza averne diritto».I condomini di via Botticelli 15 hanno deciso di denunciare l’occupazione abusiva e il resto. «Siamo andati da Casalp e ne hanno preso atto. Allora siamo andati all’ufficio casa del Comune e dai vigili urbani. È venuta una pattuglia un giorno, hanno preso nome e cognome dei due abusivi, hanno verificato la situazione e se ne sono andati. Poi non si è più visto nessuno – raccontano -. Dopo aver bussato a vuoto alle istituzioni, abbiamo deciso di venire al Tirreno a denunciare una situazione a nostro avviso grave. E soprattutto poniamo una domanda sulla gestione degli alloggi popolari, in un contesto come quello di Livorno dove le famiglie in attesa di una casa sono tantissime: possibile che per un anno o quasi, da quando l’alloggio al pian terreno di via Botticelli si è liberato per la morte della signora Nocchi, un immobile del genere, di oltre cento metri quadrati, al pian terreno, che avrebbe fatto felice un disabile bisognoso o una famiglia numerosa, sia stato tenuto vuoto e inutilizzato? E ora venga lasciato a qualcuno che violando la legge se n’è impossessato?». —
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