Torna l’influenza, vaccinazioni al via da medici di base, pediatri e distretti: ecco la guida
E' gratuita per chi ha compiuto 65 anni e altri soggetti a rischio. L'obiettivo è evitare le complicanze, spesso mortali per gli anziani
LIVORNO. Dai medici di famiglia, dai pediatri e nei distretti sanitari dell’Asl è possibile vaccinarsi contro l’influenza.
Quest’anno sono oltre 82mila le dosi di vaccino distribuite sul territorio di Livorno e provincia, di cui 40mila in città, 16mila tra Rosignano e Cecina, 17mila a Piombino e ottomila all’Isola d’Elba.
Quello della vaccinazione anti-influenzale è un momento decisivo nella vita di tanti cittadini: la vaccinazione è infatti il mezzo disponibile più efficace e sicuro per prevenire l’influenza e soprattutto per ridurre le complicanze, temibili in particolar modo per le persone anziane o con patologie croniche. L’obiettivo della vaccinazione è quello di prevenire le complicanze e ridurre del 70-80 per cento la mortalità legata all'influenza.
Basta un dato, fornito dall’Istituto Superiore di Sanità, per capire la violenza dell’influenza sui soggetti a rischio che non si sono vaccinati: l’anno scorso in tutta Italia sono stati segnalati 812 casi gravi di influenza in soggetti con diagnosi di gravi infezioni respiratorie acute o di sindromi da stress respiratorio acuto, che sono stati ricoverati in terapia intensiva. 205 di questi, uno su 4, sono morti. Tredici i decessi in Toscana.
Il vaccino anti-influenzale è raccomandato e gratuito per chi ha compiuto 65 anni e per una serie di altri soggetti a rischio, che elenchiamo in questa pagina insieme a molte altre informazioni. Il periodo corretto per vaccinarsi è il mese di novembre, ma ci si può vaccinare anche a dicembre. Il picco dell’influenza è atteso tra fine anno e inizio febbraio 2020. Fondamentale è anche evitare il contagio attraverso misure di igiene e protezione personale (lavaggio delle mani, restare a casa con la febbre). Come ogni anno per chi ha compiuto 65 anni c’è la possibilità di vaccinarsi anche contro lo Pneumococco e l’Herpes Zoster.
Raccomandato in gravidanza: ecco tutti i soggetti per i quali il vaccino è consigliato e gratuito
La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata ed effettuata gratuitamente a una serie di soggetti. Eccoli: 1) tutti coloro che hanno compiuto 65 anni di età; 2) bambini sopra ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica), malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese, diabete mellito, insufficienza renale, tumori; 3) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; 4) donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza; 5) individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
I lavoratori che devono farlo: non solo medici e infermieri, anche poliziotti e insegnanti
C'è anche una lista di lavoratori a cui il vaccino anti-influenzale è fortemente raccomandato e gratuito. Tra questi, al primo posto, ci sono i medici e il personale sanitario di assistenza. Non solo: anche le forze di polizia, i vigili del fuoco, appartenenti alle forze armate, polizia municipale, protezione civile. Ma anche gli addetti alle poste, i volontari dei servizi sanitari e di emergenza, il personale di assistenza case di riposo, il personale degli asili nido e delle scuole di ogni ordine e grado. Nella lista rientrano anche coloro che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari.
State a casa se avete febbre. E per evitare il contagio, mani lavate e fazzoletti di carta
E' importante ricordare che la trasmissione del virus avviene attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Ecco che per evitare il contagio sono importanti anche alcune semplici misure: una buona igiene delle mani, una buona igiene respiratoria (coprirsi bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, usare fazzoletti monouso, lavarsi subito le mani), rimanere in casa in presenza di malattie respiratorie febbrili, specialmente in fase iniziale, evitare il contatto stretto con persone ammalate, mantenendo una distanza di almeno un metro, evitare di toccarsi occhi, naso, bocca, usare mascherine chirurgiche per ridurre le infezioni tra i contatti stretti.
Efficace dopo due settimane: il vaccino ora, per arrivare protetti ai mesi a rischio
Da metà ottobre alla fine di aprile. È questo il periodo in cui il virus dell’influenza gira e può colpire. I mesi più a rischio tuttavia sono quelli invernali, dunque da fine dicembre a inizio marzo. Proprio per questo il mese in cui vaccinarsi è soprattutto quello di novembre, seppur ci si possa vaccinare anche a dicembre: la protezione si sviluppa infatti due settimane dopo la somministrazione del vaccino, con un’efficacia di alcuni mesi. Nella scorsa stagione influenzale il cosiddetto picco è stato raggiunto in leggero ritardo rispetto agli anni precedenti: non nel periodo di Befana ma nella quinta settimana del 2019, quella dal 28 gennaio al 3 febbraio.
Non ferma la parainfluenza, però i virus gastrointestinali sono più aggressivi
Il vaccino protegge l’organismo dall’influenza vera e propria che non va confusa con i virus parainfluenzali. Attenzione però, tra le due malattie c’è una correlazione: nel caso di pregressa (o addirittura di contestuale) infezione da virus parainfluenzale, l’influenza potrebbe essere più aggressiva. È bene infatti ricordare che durante l’inverno circolano molti tipi di virus responsabili sia di forme respiratorie che gastro-intestinali (cioé le cosiddette forme parainfluenzali), che sono meno pericolose per la salute rispetto all’influenza ma che non vengono contrastate dal vaccino. Proprio per questo esse non devono essere considerate come un segno di mancata efficacia del vaccino antinfluenzale.
Gratis per i donatori di sangue, va presentato il tesserino associativo o l’autocertificazione
La vaccinazione contro l’influenza è gratuita anche per i donatori di sangue. «Proprio questa possibilità - spiega l’Asl - ha contribuito all'inizio del 2019 a diminuire le carenze di sangue piuttosto comuni nel periodo del picco invernale. Offrire la vaccinazione anche ai donatori permette di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e consente anche di mettere in sicurezza una risorsa come il sangue». Anche i donatori si possono vaccinare dal proprio medico di famiglia o nei centri vaccinali dei distretti. I donatori associati si dovranno presentare con il tesserino associativo; i non associati si possono presentare con l'autocertificazione scaricabile dal sito della Regione o - se ce l’hanno - col tesserino del centro trasfusionale.
Antipneumococco ai 65enni, il vaccino contro la polmonite somministrato con l’altro
Da alcuni anni la Regione Toscana ha introdotto l'offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica ai soggetti a rischio e ai 65enni. Lo pneumococco è un’infezione batterica considerata principale responsabile delle polmoniti. La vaccinazione anti-pneumococcica può essere somministrata in qualsiasi stagione dell'anno, tuttavia la campagna vaccinale antinfluenzale rappresenta l’occasione per offrire, nella stessa seduta, ambedue le vaccinazioni. A differenza dell'influenza, la vaccinazione antipneumococcica non dovrà essere ripetuta ogni anno. La vaccinazione antipneumococcica quest'anno viene offerta gratuitamente ai nati nel 1954; coloro che sono nati a partire dal 1950 mantengono comunque anche negli anni successivi il diritto alla gratuità.
Occhio al "Fuoco di Sant'Antonio": vaccino gratuito alle classi 1952, 1953 e 1954
Dal 2017 è prevista l'offerta gratuita ai 65enni anche della vaccinazione anti-Herpes Zoster, comunemente conosciuto come Fuoco di Sant'Antonio. L'Herpes Zoster è una malattia debilitante causata dalla riattivazione del Virus Varicella Zoster silente nei gangli del sistema nervoso. Il virus può riattivarsi dando luogo alle manifestazioni nervose e cutanee. In una percentuale dei casi rimane una nevralgia post-erpetica con un impatto negativo sulla qualità della vita perché la terapia del dolore è molto complessa. La durata del dolore associato all’Herpes Zoster aumenta con l'aumentare dell'età ed è maggiore nei soggetti di età pari o maggiore di 70 anni. Quest'anno la vaccinazione è offerta gratuitamente ai nati nel 1954; i nati a partire dal 1952 mantengono comunque il diritto alla gratuità.
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