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Torna a Palazzo Rosciano anche il numero 2 Provinciali
LIVORNO. A distanza di due mesi dal rientro del presidente Stefano Corsini, torna a Palazzo Rosciano anche il segretario generale Massimo Provinciali (sabato in gradinata per il derby così come nel match vinto col Pordendone). L’uno e l’altro erano stati colpiti dalla sospensione dagli incarichi in seguito all’inchiesta choc sulle concessioni temporanee. Poi il Riesame aveva ridotto il provvedimento: non più 12 mesi bensì 8 (dimezzandoli a sei per Corsini). Successivamente era intervenuta la Cassazione che aveva annullato l’interdizione ma senza determinare il reintegro: l’aveva demandato al “riesame” del Riesame.
In realtà, così non è stato e l’annullamento della Cassazione è rimasto di fatto lettera morta: Provinciali rientra a Palazzo Rosciano in virtù della fine del periodo stabilito inizialmente dal Riesame. Quanto alla Cassazione? Pazienza.
Come viene precisato dal quartier generale dell’Authority, gli atti relativi all’annullamento sono stati trasmessi da Roma al Riesame ma l’udienza si è tenuta solo il 21 ottobre scorso e non si è avuto ancora il pronunciamento al riguardo. Tradotto: i tempi della giustizia sono stati la misura cautelare, indipendentemente dal merito della vicenda.
«Rientrare per scadenza della sospensione quando questa è stata giudicata dalla Cassazione totalmente immotivata fa un po’ male, ma raddoppierò gli sforzi per recuperare il tempo perduto», ha dichiarato Provinciali . Ieri mattina accolto da un gruppo di lavoratori nell’atrio della sede.
Com’è noto la questione non a che vedere solo con Corsini e Provinciali: riguarda anche i due cugini omonimi Corrado Neri, il manager Costantino Baldissara e l’imprenditore Massimiliano Ercoli. Anche per loro fine della sospensione.
Negli ultimi mesi si sono susseguiti provvedimenti di questo tipo – finora rarissimi – tutti nei confronti della nomenklatura delle nuove Autorità portuali nominate dopo la riforma Delrio: dopo Livorno nel mirino sono finiti gli enti portuali di Ravenna, Catania, Brindisi, Napoli, Gioia Tauro (ma così come a Livorno, nei gradi successivi la sospensione è stata cancellata a Ravenna e a Brindisi).
È stato il numero uno degli agenti marittimi italiani Gian Enzo Duci a denunciare la «libanizzazione» della portualità sottolineando che «nel silenzio assordante della politica si sta consumando una vera e propria carneficina nei porti e dei quadri dirigenti che dovrebbero guidarli». —
M.Z.
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