Gli edicolanti in piazza «Anche noi garantiamo la pluralità informativa»
LIVORNO. L’hanno chiamata la giornata di dignità del giornalaio. Dignità, perché le edicole sono parte integrante della filiera dell’informazione e meritano - come gli altri attori che garantiscono pluralità informativa e democrazia - una tutela pubblica.
Per questo domani gli edicolanti di Livorno chiuderanno le saracinesche dei loro chioschi alle 14 e alle 15 si ritroveranno davanti al Comune per un sit in. «Raccoglieremo le firme per rendere consapevole l’opinione pubblica della nostra situazione e sollecitare il governo a dare una parte dei finanziamenti promessi all’editoria anche a noi», spiega Daniele Domenici, segretario provinciale del Sinagi, il sindacato nazionale giornalai d'Italia affiliato alla Slc-Cgil.
Il quadro è preoccupante: la crisi dei giornali (il cui numero di lettori aumenta, ma le cui copie vendute scendono da anni, per colpa non solo dell’informazione del web ma anche della pirateria) ha creato un calo importante dei ricavi anche per gli edicolanti. «Con gli aggi attuali non ce la facciamo più ad andare avanti - spiega Domenici -. Prima si lavorava sulle quantità ora non ci si fa più».
Gli edicolanti chiedono un sostegno da parte del governo, ma anche di poter ampliare la propria offerta. E in questo caso bussano anche al sindaco Salvetti. Con la precedente amministrazione ad esempio, era stato trovato un accordo per poter fornire i certificati anagrafici. «Ma non c'era una formula chiara, il cliente avrebbe dovuto dare un'offerta di un euro e mezzo per i certificati - sottolinea Domenici -. A Firenze una convenzione simile si basava su uno sconto Tosap. Ma non sarà questo a risolvere la crisi. Serve un nuovo accordo nazionale che stabilisca regole e corrispettivi che stabilizzino il settore». —
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