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Livorno

«È la nostra vittoria più importante Una dedica? Per Stoian e Brignola»

Gianni Tacchi
«È la nostra vittoria più importante Una dedica? Per Stoian e Brignola»

Roberto Breda onesto: « Ringrazio la società per la fiducia: probabilmente in un’altra piazza sarei già stato esonerato»

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LIVORNO. Dalla «partita più importante da quando sono qui», citazione pre-derby, alla «vittoria più importante da quando sono qui, anche se non dimentico quella di Verona dello scorso anno», messaggio post-derby.

Roberto Breda affonda il Pisa trovando cattiveria e personalità all’interno del gruppo, salva la panchina dopo un inizio di campionato tremendo, riconquista fiducia e riaccende l’entusiasmo. Certo, non è stata una gran partita e alla fine sono stati decisivi gli episodi, ma i tre punti restano a Livorno. E Breda non si nasconde. «L’avevo detto, contava solo il risultato e finalmente il risultato è arrivato - le parole del tecnico amaranto - è stata una partita dura, complicata: l’abbiamo portata a casa con la grinta e la voglia. Le ultime sconfitte avevano pesato molto sulla tranquillità dei ragazzi, stavolta però siamo stati bravi a reagire e a vincere soffrendo».

Primo derby a Livorno, prima vittoria e panchina salvata.

«Sì, ci serviva proprio. Io non posso far altro che ringraziare la società per la fiducia: probabilmente in un’altra piazza sarei già stato esonerato».

Un derby sporco, sofferto.

«Probabilmente è la vittoria più brutta della mia gestione, tra l’altro contro una squadra forte e in salute. Ma va bene così, l’importante era conquistare i tre punti. E comunque è arrivato anche un bel segnale».

Quale?

«Finalmente siamo riusciti a chiudere una partita senza subire gol. Ecco, se fosse successo altre volte, oggi la classifica sarebbe diversa. Ma non pensiamo alla classifica, almeno per qualche ora godiamoci questo derby».

Può essere la vittoria della svolta?

«È ancora presto per parlare di svolta, ma questi sono tre punti pesantissimi: la gente ci teneva molto, lo sappiamo. Prima di scendere in campo c’era un po’ di tensione, poi però ci siamo sciolti e alla fine l’entusiasmo era negli occhi di tutti».

Il presidente è venuto negli spogliatoi? Cosa vi ha detto?

«È venuto lui ed è venuto anche suo figlio Roberto: erano contenti, è una bella soddisfazione per tutti».

Per la prima volta è partito col doppio centravanti: perché?

«Volevo fisicità, volevo riempire l’area. A Frosinone avevamo fatto tanti cross senza sfruttarli, così ho messo dentro subito le due torri. E il gol è nato così, su un cross dalla sinistra di Porcino in cui Braken si è fatto trovare in mezzo all’area, anche se poi è stata decisiva un’autorete».

A proposito di Braken, com’è nata l’idea di farlo partire dal primo minuto?

«Si sta allenando bene, poi lo ripeto: volevamo fare quel tipo di partita, tanti cross e due torri in mezzo».

Perché a inizio secondo tempo ha tolto Marras e non una delle due punte?

«I due attaccanti stavano facendo bene, poi avevamo bisogno di centimetri per farci trovare pronti sulle loro palle inattive. Con Rocca abbiamo trovato anche equilibrio, a quel punto in mezzo al campo eravamo sempre 3 contro 3».

Partita super di Gonnelli.

«Sì, tra l’altro non nel suo ruolo. Lorenzo ha avuto la capacità di aspettare in silenzio il suo momento e ha sfruttato l’occasione, come nella scorsa stagione. In ritiro aveva avuto qualche problemino, è stato penalizzato ma ha reagito e ora si sta togliendo delle soddisfazioni».

Anche Del Prato continua a stupire.

«E può fare anche di più. Lui ha il vantaggio di aver giocato Mondiali ed Europei con le Nazionali giovanili: la malizia non è la stessa di un derby come questo, certo, ma anche quelle sono partite attese e di grande livello. Poi viene da un vivaio importante come quello dell’Atalanta e suo padre (Ivan, ex centrocampista anche del Pisa, ndr) l’ha educato nel migliore dei modi».

Un derby del genere non può non avere una dedica speciale.

«È vero. Lo dedico a Brignola e Stoian, due ragazzi che sono venuti qui con grande entusiasmo e che purtroppo ora sono fuori per due brutti infortuni. Oggi (ieri, ndr) erano allo stadio, sono molto legati al gruppo e sono sicuro che al rientro ci daranno una mano».

Martedì si torna subito in campo: a Cittadella con quale spirito?

«Beh, rigiochiamo subito e quindi non possiamo goderci troppo questo derby. Di sicuro bisogna continuare così, con questa voglia e con questo atteggiamento. Purtroppo il Cittadella non è quello delle prime giornate, è un’altra squadra. Sarà dura, abbiamo speso tante energie».

Ma questa vittoria è un gran segnale.

«Sì, qualche errore l’abbiamo fatto, ma va bene così: contavano solo i tre punti». —



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