Il presidio
A fuoco il camion delle bibite posteggiato in via Lamarmora
Livorno: il guidatore della ditta lo aveva lasciato in sosta vicino casa, forse il rogo è doloso. Il racconto: «Quando sono uscito per andare al lavoro mi è venuto da piangere»
LIVORNO. Lo avrebbero incendiato a mezzanotte, con gli abitanti di via Lamarmora che hanno sentito tre fortissimi boati ma, affacciandosi alle finestre, non hanno visto più nessuno. Un furgone di una ditta che consegna le bevande a bar e ristoranti è stato dato alle fiamme nella notte fra domenica 20 e lunedì 21 ottobre alle porte del centro, nel quartiere del Pontino.
Il mezzo è di proprietà della Glou Glou di Ospedaletto (Pisa) ed era stato parcheggiato qualche ora prima con le bottiglie d’acqua e i fusti della birra vuoti accanto alla sede della Croce rossa italiana da un dipendente livornese dell’azienda, Michele Majulo, che abita lì accanto. «Quando sono uscito per andare al lavoro e ho visto il mezzo distrutto mi è venuto da piangere – racconta Majulo – e non so spiegarmi come sia possibile questa cattiveria. Nella denuncia non ho potuto specificare se l’incendio fosse doloso o meno, almeno così mi hanno detto di fare, ma non riesco a darmi altra spiegazione. Non ho ricevuto alcuna intimidazione, l’azienda è a posto e per non dare noia a nessuno lascio in sosta il furgone lontano dalle abitazioni, in modo che nessuno se ne possa lamentare. Nonostante tutti gli accorgimenti, ecco il risultato».
In precedenza c’era già stato un atto vandalico verso lo stesso furgone, trovato con le gomme bucate. Raggiunta dalle fiamme, in alcuni momenti molto alte, anche un’auto parcheggiata davanti: è quasi completamente distrutta. Qualche problema anche alle macchine in sosta dall’altra parte della strada, sempre per effetto del forte calore. Danni anche al marciapiede e alla strada- Nella notte sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno evitato ben più serie conseguenze.
Nessuno, per fortuna, è rimasto ferito. Majulo è poi andato a sporgere denuncia. «D’ora in avanti il furgone non me lo porterò più a Livorno, preferisco spendere dieci euro in più di benzina e lasciarlo in ditta a Pisa, tornando indietro con la mia auto – conclude – perché anche se io non ho alcuna responsabilità in questa vicenda, ne sento comunque il fardello». —
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