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Sputa a una donna nel bar poi prende i clienti a sassate
Gli agenti della polizia hanno denunciato per rissa un ventunenne gambiano Ha anche staccato un pezzo di marciapiede colpendo un giovane dominicano
È entrato in un bar di via della Pina d’Oro per prendere un caffè. Poi, dal nulla, un minuto dopo ha sputato a una donna di 53 anni, tentando di prendere a pugni la sua amica e scatenando una rissa con dei giovani dominicani.
Momenti di terrore nel primo pomeriggio di ieri in zona Garibaldi, con la via del centro chiusa al traffico dopo l’intervento delle volanti della polizia di Stato, dei carabinieri e dei militari della Folgore impegnati nell’operazione “Strade sicure”. L’aggressore – poi identificato per un gambiano di 21 anni, regolare in Italia e incensurato – poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine era perfino uscito dal locale, staccando un pezzo di marciapiede e colpendo un ragazzo dominicano, il venticinquenne Francesco Mejia Fernandez. «Mi ha colpito con un sasso – racconta, mostrando la ferita alla gamba sinistra – e stava per prendere anche un cane al guinzaglio della sua padrona. È fuori di testa».
L’uomo, subito bloccato dagli agenti, ha continuato a inveire sui passanti anche dai sedili posteriori dell’auto della questura, rendendosi protagonista di gesti volgari e inconsulti. Dopodiché, una volta denunciato negli uffici di viale Boccaccio, è stato portato in ospedale direttamente dai poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, per essere sottoposto ad alcuni accertamenti di natura psichiatrica.
Gli agenti – insieme ai militari dei carabinieri e dell’Esercito – con parecchia fatica sono riusciti a placare gli animi in via della Pina d’Oro. Il ventunenne africano, infatti, ha rischiato il linciaggio. Visto che nel frattempo erano arrivati gli amici della donna e Mejia Fernandez, un nutrito gruppo di sudamericani che avrebbe potuto farsi giustizia da solo. «È un pazzo – dicono – ed è già la seconda volta che fa confusione. Noi vogliamo stare tranquilli, non abbiamo fatto nulla. Siamo gente perbene».
La strada è stata riaperta dopo quasi un’ora, con un mezzo dell’Aamps rimasto incolonnato in mezzo a molte auto. Nel frattempo, gli agenti, stavano lavorando a più non posso. Due di loro, con i carabinieri, tenevano sott’occhio il fermato chiuso nell’auto. Mentre i due giovani della Folgore osservavano tutti i movimenti dei presenti. Gli altri poliziotti, pazientemente, cercavano di ricavare elementi utili alle indagini, raccogliendo le testimonianze di tutti i presenti. Dei numerosi passanti e dei commercianti.
La versioni sembrerebbero convergere verso la rissa scatenata dal gambiano, non è chiaro il motivo. Lui avrebbe raccontato di aver subìto un furto di una catenina d’oro, ma non sembrano esserci elementi a sostegno della sua tesi, con il passare delle ore sempre più isolata. In zona, per altro, ci sono pure delle telecamere che potrebbero aiutare ulteriormente i poliziotti della Squadra volante a ricostruire ancora più nel dettaglio la dinamica di quanto accaduto a pochi passi da piazza della Repubblica. Una rissa che per un’ora ha paralizzato la via livornese. —
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