Italia
Salvata dopo l'overdose da eroina: arrestati due spacciatori
Livorno: la Squadra mobile della polizia di Stato, dopo pedinamenti e intercettazioni, ha fermato due uomini. Sono ai domiciliari
LIVORNO. Parlavano in codice. Sempre al telefonino. "Dammi mezza ciabatta", "Portami la pianta". Sono stati arrestati a Livorno dopo aver mandato in overdose una donna di 32 anni di Rosignano Solvay due spacciatori tunisini di 33 e 23 anni. A fermarli, dopo i pedinamenti e le intercettazioni scattate a seguito della denuncia della loro cliente nel novembre del 2018, la Squadra mobile della polizia di Stato, guidata dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi.
I due (M.M. e R.B., queste le iniziali diffuse dagli investigatori) si trovano ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Organizzavano gli incontri per lo spaccio in diverse zone della città, anche in viale Carducci, dove la donna quel giorno dopo aver preso il treno dalla stazione di Rosignano per acquistare l'eroina fu soccorsa e salvata da un'ambulanza.
Poi è andata in questura a denunciare e sono partite le indagini. Gli arresti in tutto sarebbero quattro, ma due altri spacciatori non sono stati trovati. A casa solo le mogli, italiane, che non hanno spiegato dove si trovino i coniugi in questo momento. Uno, sicuramente, è latitante in Tunisia. Il blitz è scattato nei giorni scorsi, con l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Livorno. Spaccio di sostanze stupefacenti l'accusa che, nonostante la modica quantità di droga ritrovata, ha fatto scattare gli arresti perché è stata dimostrata la continuazione del reato.
Durante i blitz la polizia ha perquisito anche le abitazioni dei tunisini, dove sono stati sequestrati stupefacenti e 2.000 euro in contanti. In un appartamento - molti gli stabili dove vivevano, anche illegalmente - è stato trovato anche un uomo già precedentemente finito in manette, con l'obbligo di dimora dalle 22 alle 7, in possesso di altra droga. La Squadra mobile, per lui, ha chiesto l'aggravamento della misura cautelare. Insieme con il nordafricano anche un connazionale in Italia senza permesso di soggiorno. Entro una settimana dovrà lasciare il territorio nazionale.
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