Il Tirreno

Livorno

la discussione in aula 

Il sindaco: «L’ospedale resta dov’è ma era giusto ascoltare chi porta idee»

F.L.
Il sindaco: «L’ospedale resta dov’è ma era giusto ascoltare chi porta idee»

Il primo cittadino stoppa il progetto della Scopaia «Ascoltare quella proposta ci ha convinto ancor più che il posto giusto è viale Alfieri»

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LIVORNO. Federico Mirabelli, consigliere ma anche segretario del Pd livornese, interviene sulla vicenda ospedale. Ritiene doveroso affrontare l’argomento dopo aver appreso circa la possibilità di vedere la nuova struttura sanitaria costruita in un’area “vergine” di proprietà pubblica.

«Confermo la posizione assunta nelle linee di mandato. Noi facciamo riferimento a due punti e da lì non ci muoviamo. Il primo, è che Livorno ha bisogno senza ombra di dubbio di un ospedale nuovo; il secondo, si basa sull’accordo secondo programma stabilito fra le parti in causa: Comune, Asl e Regione. Siamo d’accordo di avviare percorsi partecipativi, ma sempre nel merito della discussione che prevede di fare l’ospedale la dove è già stato deciso».

L’argomento scalda il sindaco. E Salvetti, appena Mirabelli spegne il microfono, chiede la parola: «Sull’ospedale, da sempre e sin dalla campagna elettorale, ho tenuto una posizione molto chiara ed a prova di smentita. Il percorso era tracciato prima ed è in maniera evidente tracciato allo stesso modo anche ora. C’è finalmente adesso la possibilità di dare una nuova realtà che sia moderna, alla città. Ho sempre detto pure che la soluzione individuata forse non è certo la migliore, ma era quella sulla quale ormai eravamo impegnati a lavorare. E che ci saremmo impegnati per avere finanziamenti certi, soldi veri insomma. Non project financing o capitali provenienti da alienazioni del patrimonio immobiliare pubblico. Non solo ci stiamo riuscendo, ma di questi soldi, ne sono venuti addirittura di più». Un attimo per riprendere il fiato, poi Salvetti continua. «Dovevamo istituire un tavolo di lavoro per affrontare l’iter nella maniera più corretta e intavolare l’accordo col quale dare il via a tutta l’operazione. Posso dire che in queste ore il tavolo ha già cominciato a lavorare. La vice sindaca ha avviato il percorso partecipativo a cui si dovrà aggiungere un lavoro della Regione come dice la legge su un’opera così importante».

Sull’ospedale alla Scopaia, aggiunge: «Non posso impedire che qualcuno venga a propormi un’idea e non posso tenere la porta chiusa. Io ascolto chiunque abbia qualcosa da dire. Questo progetto arriva da una forza che mi aveva sostenuto durante le elezioni e ho chiesto a tutte le forze della coalizione che fossero presenti all’incontro per sentire. Poi, abbiamo chiamato i nostri tecnici, approfondendo l’argomento sotto l’aspetto tecnico, urbanistico e finanziario. Forse l’illustrazione fattaci di un ospedale altrove, ci ha convinto ancora di più che l’unico progetto possibile da portare avanti è quello dentro il perimetro attuale del nosocomio. Alla base, i tempi e i finanziamenti già individuati e la necessità di prenderli subito e cominciare i lavori. Perderemmo tempo e non ce lo possiamo permettere. Andiamo avanti sulla via maestra». F.L.

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