Addio a Giuseppe Baroletti parà decorato per El Alamein
Era un “leone della Folgore”, è morto a 99 anni. Aveva lavorato con Fremura e alla falegnameria Ercolini Stamani l’ultimo saluto
LIVORNO. Avrebbe compiuto 99 anni a marzo: Giuseppe Baroletti non ce l’ha fatta a vedere quel traguardo ma, raccontano gli amici, «aveva ancora l’animo del ragazzo che era stato». Nella sua lunga vita aveva lavorato alla falegnameria Ercolini di Alfredo Trumpy (non lontano dalle scuole De Amicis) e poi era stato a lungo autista dell’imprenditore Cesare Fremura ma il suo nome è per generazioni di parà legato alla battaglia di El Alamein come “leone della Folgore”, per la quale sarà decorato di croce di guerra: «Uno scontro militare talmente impari nei mezzi a disposizione e combattuta con tale coraggio valoroso, che quando i paracadutisti italiani furono costretti alla resa, gli inglesi concessero l’onore delle armi: Giuseppe era stato fra loro», racconta Franco Trumpy, amico da lungo tempo, che ricorda come Baroletti fosse «originario di Toss, un piccolo borgo della val di Non, ma ormai da decenni aveva messo radici a Livorno».
Baroletti – che lascia la figlia Gabriella – si era arruolato ventenne, aveva frequentato la Regia Scuola di Paracadutismo e nell’agosto ’42 era stato inviato in Africa. «Era circondato dall’affetto dei paracadutisti in servizio e di quelli dell’Anpdi» e dall’amicizia di “Solidarietà Amaranto onlus”, dice la community web di CongedatiFolgore.
Baroletti allunga la lista dei paracadutisti della seconda guerra mondiale che «ci hanno lasciato quest’anno», dice il generale Marco Bertolini, presidente Anpdi sul già citato sito. Se n’è andato «poco prima che, come da tradizione, noi paracadutisti d’Italia ci incontrassimo nell’anniversario della battaglia di El Alamein per ricordare quanti, come lui, hanno pagato di persona per consegnarci la patria di oggi». Bertolini ricorda il basco amaranto, «diverso nella foggia dal copricapo dei “suoi tempi” ma identico nei valori che, come quello, vuole significare: coraggio, generosità, disinteresse personale, amore di patria e fedeltà».
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