Italia
Dal Libano a piazza Cavour una ragazza sulle tracce di Modì
Di origine russa è venuta a Livorno per vedere dove visse il pittore e tornerà anche dopo l’apertura dell’esposizione
LIVORNO. Tra i tanti che ieri nell’ora di punta tagliavano piazza Cavour, senza neppure alzare lo sguardo, c’era anche una ragazza che, però, lo sguardo lo ha alzato. Eccome. Anzi , col suo cellulare, si è impegnata a fotografare la targa memoria del Caffè Bardi. Senza fretta, studiando bene l’inquadratura, peraltro sotto il sole di mezzogiorno. Una fiammella che si accende nel buio. «Sono russa - racconta in un inglese perfetto - e sono arrivata a Livorno con una mia amica. Entrambe viviamo e lavoriamo in Libano». La domanda successiva non può che essere una: cosa ci fanno in piazza Cavour. La prima risposta che corre alla mente, è ‘si tratta due croceriste’. Niente affatto. «Siamo venute nella vostra città - continua - con lo scopo di visitare la casa natale di Modigliani e capire quali altri luoghi , legati alla sua vita, sono ancora visibili. Dalla casa ci hanno mandato qui, dove, ci hanno spiegato, c’era un caffè di artisti, frequentato anche da lui ».
Allora , riavvolgiamo il nastro: due ragazze sono salite su un aereo che dal Libano le ha portate fino a Livorno. Per vivere l’atmosfera che respirò il nostro artista più grande. E hanno camminato da via Roma fino a via Cairoli, sventolando felici cartoline con l’effige di Dedo. Tutto vero.
«Abbiamo saputo della grande mostra - rincara la dose Aleksandra Lazareva, nativa di Sochi - e torneremo più avanti a vederla. Ritengo che ammirare le opere di Modigliani a Livorno sia un’esperienza da non perdere. Magari restando una sola giornata, ma si deve fare per forza». È stato naturale ringraziarle. Confermano quello che in tanti sostengono: Modigliani è amato e apprezzato sopratutto nel resto del mondo. Così è, anche se non vi pare. —
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