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Frasi razziste in classe, l'assessora: «I docenti devono formare ed educare»
Livorno, Cristina Grieco parla dell’indagine al liceo Cecioni: «Se confermato, sarebbe un episodio molto grave così come i saluti fascisti»
LIVORNO. «Lasciamo che l’indagine aperta dalla scuola faccia il suo corso: si tratta comunque di episodi che se dovessero corrispondere a verità sono allarmanti e devono richiamare tutti alle proprie responsabilità, insegnanti in primis, e alla funzione che la scuola ha, quella di formare ed educare al rispetto dell’altro, oltre che istruire».
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È direttamente l’assessora regionale all’Istruzione, Cristina Grieco a fare una sua riflessioni rispetto all’istruttoria aperta al liceo Cecioni per fare chiarezza rispetto alla denuncia di alcuni genitori di frasi razziste che sarebbero state pronunciate in classe da una professoressa, parlando del fenomeno migrazione. E pure di saluti fascisti fatti durante la lezione, mentre tre studentesse si sarebbero alzate per dissentire. Una brutta storia raccontata dal Tirreno che da giovedì ha fatto il giro del web e dei telefonini di gran parte del mondo scolastico (e non solo) livornese. Diventando di dominio pubblico (Il Tirreno non pubblica né l’indirizzo di studio, né il nome dell’insegnante, né quello della mamma che ha scritto il post di Facebook per non rendere riconoscibili gli alunni minorenni). Una brutta storia che la prof “sotto accusa” nega in toto, e parla di accuse infamanti durante una lezione sul tema migrazione affrontata come testo argomentativo, e quindi sviscerando tesi, antitesi e tutti gli aspetti pro e contro dell’argomento. Tra venerdì e sabato, intanto, il dirigente scolastico Andrea Simonetti e i suoi più stretti collaboratori, come la sua vice Cecilia Paladini, hanno ascoltato studenti, genitori e ovviamente la docente.
«Da questa vicenda emerge comunque chiaro che stiamo vivendo in un momento di grande difficoltà di condivisione dei valori costituzionali: in questo senso la scuola deve rappresentare una finestra sul mondo, è l’agenzia formativa deputata a svolgere questa funzione fondamentale».
Sul ruolo degli insegnanti Grieco è netta. «Hanno una funzione di pubblico ufficiale: se dovessero essere confermati anche i saluti fascisti fatti in classe, è veramente grave che non si sia ritenuto tale». Cristina Grieco ci tiene a sottolineare anche l’importanza di trattare a scuola l'insegnamento di “cittadinanza e costituzione”, come vuole il Ministero. «Questi argomenti vanno affrontati con gli studenti, perché la scuola è una finestra sul mondo: ovviamente vanno trattati, soprattutto le tematiche più delicate come può essere quello dei migranti, con la dovuta compostezza e i modi corretti». E ribadisce il ruolo della scuola: «Torno a dire che se questo episodio fosse confermato dall’istruttoria aperta dal liceo, si capisce ancora di più quanto ci sia bisogno di educare e formare gli studenti ed è una grande responsabilità che i docenti hanno e dalla quale non si devono tirare indietro».
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