Italia
Dal Maroccone al Calambrone, ecco la ciclovia da tre milioni di euro
Livorno, l’inizio lavori è previsto a marzo 2021 e si chiuderanno entro metà 2022. Le strade più pericolose potrebbero essere bypassate utilizzando le vie d’acqua
LIVORNO. La nostra città sarà al centro della Ciclovia Tirrenica, il virtuoso progetto nazionale che collegherà Ventimiglia a Roma con una lunghissima e bellissima pista ciclabile. Regioni, comuni e territori che si affacciano sulla costa, dovranno adeguarsi promuovendo e incoraggiando lo spostamento sulle due ruote con opere urbanistiche di alto livello. Per questoLivorno riceverà presto oltre 3 milioni di euro che serviranno per realizzare una maxi-ciclovia dal Calambrone al Maroccone. L'intervento complessivo è stato presentato ieri mattina al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, dove erano presenti assessori e consiglieri regionali e sindaci o rappresentanti dei comuni del nostro territorio.
«Livorno – ha spiegato l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli – rappresenta uno snodo fondamentale . Per questo, si prevede l’investimento che consentirà di realizzare un tracciato per le 2 ruote che, collegherà Maroccone con Calabrone in un mix che prevede la parte urbana e in quella extraurbana». Un progetto che troverà attuazione già nei prossimi anni. «L'inizio dei lavori è previsto per marzo del 2021 e i cantieri si chiuderanno tra la fine di quell'anno e la metà del 2022. Qui in realtà siamo già in una fase avanzata perché la pista ciclabile esiste già in gran parte e verrà riqualificata e messa in sicurezza».I soldi ci sono.
«A Livorno – ha spiegato Riccardo Buffoni, dirigente della Regione – abbiamo ricevuto due piani di finanziamenti importanti. Uno è nazionale per la sicurezza stradale che guarda alla sicurezza ciclabile. L'altro è un finanziamento europeo, arrivato attraverso i fondi Por (programmi operativi regionali). Oltre a questi, è previsto un cofinanziamento da parte del Comune». Il problema riguarda la concretizzazione del progetto, soprattutto nella zona nord della città, dove sono presenti le maggiori criticità a livello infrastrutturale.
«Sappiamo che quella zona è particolarmente problematica – ha spiegato l'assessora Giovanna Cepparello – ma abbiamo già un masterplan. Nella zona nord, quella che unirà la pista ciclabile al comune di Pisa, sappiamo che la strada è parecchio tortuosa e trafficata e per questo dovremo valutare alcune varianti. Stiamo, per esempio, ragionando sull'utilizzo delle vie d'acqua per bypassare il problema delle strade pericolose». Molto più semplice, invece, l'allungamento della ciclovia dalla Rotonda di Ardenza in poi, procedendo verso sud. «Stiamo già lavorando sul come progettare la pista senza togliere posti auto. Sarà difficile perché lo spazio è limitato e vogliamo operare nel pieno rispetto del paesaggio. È un progetto importante per una città dove il 70% usa auto e scooteri».
La zona del Romito, per adesso, non rientra nel primo lotto di intervento, ma quello sarà sicuramente un tratto di strada particolarmente delicato da gestire per via della densità dello scorrimento del traffico. Sollecitato dalle domande del capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci, che ha ricordato come Livorno e la sua provincia possano godere di itinerari bellissimi lungo il mare e in collina , Pietro Caruso ha illustrato la sua “ricetta” per l’ambiente e per il turismo.
«In queste fasi di lavoro – ha commentato il vicepresidente della Provincia – non ci dev'essere una talebanizzazione delle scelte per cui, o si fa tutto in una maniera, o si fa tutto nell'altra. Perciò dobbiamo trovare il compromesso tra parcheggi, strade trafficate e ciclovia, senza distruggere il paesaggio. Dobbiamo sfruttare le opportunità che abbiamo con intelligenza, senza visioni settoriali e campanilistiche». Della stessa idea, anche il sindaco di Livorno, Luca Salvetti. «Si tratta di un'opportunità fondamentale per tutti – ha detto in apertura – e sono felice che questo progetto sia stato presentato a Livorno. La Toscana è una regione straordinaria, così come Lazio e Liguria, ma noi livornesi dobbiamo lavorare di più dal punto di vista turistico, se pensiamo che nel 2013 solo 300mila persone sono venute a visitare la città al fronte dei 6milioni di visitatori che sono andati nella provincia. Questa ciclovia è l'occasione giusta per crescere anche da questo punto di vista».
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