Incantesimo festival: ma si può fare di più per riempire i ristoranti
Fiordi: bisogna coinvolgere i locali della zona, al Comune chiediamo collaborazione Conforti: eventi così ci aiutano, la differenza si vede. Deluso Ciano: me l’aspettavo
Le file in piazza del Luogo Pio, il tendone quasi sempre all’insegna del tutto esaurito, le risate e gli applausi arrivati in ogni angolo della Venezia, anche quella «partecipazione rilassata» di cui parla il direttore artistico Stefano Bartezzaghi. La quarta edizione del “Senso del ridicolo” ha fatto centro come numeri, come atmosfera, come realtà di fine estate che intreccia storytelling e riflessioni sulla comicità, nomi importanti da tutta Italia e artisti livornesi. Ma ci sono state ricadute economiche sul territorio e in particolare sulla Venezia? Il boom di presenze ha favorito le attività della zona?
Il primo link porta ai ristoranti della Venezia, area food da tempo e quindi ideale per un contesto del genere, visto che sabato e domenica gli eventi sono iniziati in mattinata e sono andati avanti fino all’ora di cena.
Nella maggior parte dei casi viene fuori fra gli operatori una grande soddisfazione, tanto che c’è chi parla di «1.500 euro d’incasso in più rispetto agli altri weekend», qualcuno invece non ha registrato grossi aumenti.
«Di sicuro – e qui sono tutti d’accordo – dobbiamo aprire un dialogo con i vari soggetti legati al “Senso del ridicolo” in vista della prossima edizione: la manifestazione piace in città e fuori, va sfruttata meglio. E lo stesso discorso vale per l’imminente mostra su Modigliani: non possiamo sbagliare».
«TANTI CLIENTI»
Il ritorno economico si è visto soprattutto nei ristoranti che si affacciano su piazza del Luogo Pio, a partire dall’“Osteria della Venezia”. «Grazie al festival – dice il titolare Franco Ciucci – abbiamo lavorato molto a pranzo sia sabato che domenica, mentre venerdì eravamo chiusi. Durante la prossima edizione apriremo anche il venerdì a pranzo: c’è tanta gente e occasioni del genere non capitano tutti i mesi».
Un altro ristorante a due passi dal tendone è “Desiderio”, in via della Venezia, dove Paolo Virzì, Bobo Rondelli ed Eva Giovannini si sono fermati a pranzo dopo l’incontro-show di sabato.
«È andato tutto bene, siamo davvero contenti», queste- le parole del titolare, Enrico Catanzano. «L’evento è interessante, fa ridere, coinvolge artisti famosi e permette anche ai locali della zona di guadagnare qualcosa. Non c’è stato il boom, sia chiaro, ma i frutti si sono visti: qui sono venuti soprattutto clienti non livornesi che erano in Venezia per seguire il festival. Un consiglio agli organizzatori? Forse andrebbero cambiati gli orari degli spettacoli principali: meglio iniziare alle 20 che alle 21, così dopo la gente può andare tranquillamente a cena nei ristoranti della città».
«Sabato sera eravamo strapieni, c’era la fila», interviene Susanna Conforti dal ristorante “Sugo” di via Borra. «Credo proprio che dobbiamo ringraziare il “Senso del ridicolo”: eventi così ci aiutano, la differenza rispetto agli altri giorni si vede».
«SERVONO NUOVE IDEE»
È rimasto deluso Vittorio Ciano, uno dei soci della pinseria Al civico 8 di piazza del Luogo Pio: «Ma un po’ me lo aspettavo perché il pubblico del festival è quello che va nei teatri: noi facciamo le pinse romane, la nostra è un’altra clientela».
Luca Fiordi, che gestisce due locali nel quartiere (“Il Forte” in via del Forte San Pietro e la nuova paninoteca “Panino Dop” in via Borra) ed è anche il presidente del Centro commerciale naturale della Venezia, va invece oltre l’ultima edizione e guarda avanti: «I miei locali erano pieni ma sinceramente – racconta – ho visto la solita clientela: non so quantificare il numero di persone venute a cena perché erano al festival. Convenzioni con l’organizzazione? Bisogna coinvolgere tutti i ristoranti della zona, possiamo pensarci per il prossimo anno. Di certo dobbiamo lavorare tutti insieme per avere un ritorno economico importante da questo festival: come centro commerciale naturale chiediamo collaborazione al sindaco Luca Salvetti e all’assessore al commercio Rocco Garufo: non solo per il “Senso del ridicolo” ma anche per la mostra su Modì, per la viabilità e per tutti i problemi del quartiere». —
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