Il Tirreno

Livorno

Scuola e trasloco degli indirizzi di studio: «Organico e posti di lavoro a rischio stabilità»

Francesca Suggi
Scuola e trasloco degli indirizzi di studio: «Organico e posti di lavoro a rischio stabilità»

Livorno, Linguistico e Scienze Umane, i sindacati contro la proposta della Provincia: «Serve condivisione»

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LIVORNO.  «Il piano di programmazione e dimensionamento presentato dalla Provincia tra le altre cose limita non solo il libero esercizio del diritto allo studio da parte di studenti e famiglie, ma penalizza la stabilità dei posti di lavoro e dell'organico». La discussione si allarga ai sindacati. Claudio Galatolo per Unicobas scuola e università sviscera i diversi aspetti e le possibili conseguenze della proposta fatta da palazzo Granducale ai dirigenti scolastici (tre in particolare) di razionalizzazione degli indirizzi e trasloco del Linguistico dal liceo Enriques al Cecioni e di Scienze Umane dal liceo Cecioni al Niccolini Palli.

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Una rivoluzione geografica dei corsi di studio che secondo i sindacati potrebbe portare ad una possibile riduzione dei posti di lavoro del personale docente (e pure di quello Ata perché se diminuiscono). Questo temono tanti docenti degli istituti coinvolti. E di riflesso i sindacati fanno da megafono a queste preoccupazioni.

«Se si concretizzasse la proposta della Provincia, progressivamente i docenti dei corsi che dovrebbero “traslocare” da una scuola all’altra si potrebbero ritrovare nella situazione di dover fare domanda di trasferimento e si sa bene tutti che i trasferimenti si basano su punteggi legati alla carriera, sì, ma anche ad aspetti personali: si tratta di una serie di combinazioni che certo non garantiscono il trasferimento, e quindi il posto di lavoro», spiega Licia Mataresi, segretaria generale Flc-Cgil provincia di Livorno. «Inoltre non dimentichiamo che se diminuiscono le classi cala anche il numero dei collaboratori scolastici».

Dalla sua, la Provincia ci tiene a sottolineare e a rassicurare che si tratta di una ipotesi. Che tutto è da concordare e decidere con i dirigenti scolastici. Dall’altra parte i singoli istituti prendono posizione. All’Enriques il collegio docenti ha rifiutato la proposta di razionalizzazione degli indirizzi. Che al liceo di via della Bassata si traduce con il passaggio di 2 sezioni del Linguistico al Cecioni, per un totale di 10 classi. Anche il dirigente del Cecioni, Andrea Simonetti, respinge la proposta, in attesa di redigere insieme ai colleghi presidi, una controproposta: il Cecioni “cederebbe” 4 sezioni di Scienze Umane al Niccolini Palli per 20 classi a regime. Con questa operazione, in realtà, il liceo di via Ernesto Rossi scongiurerebbe il rischio di perdere l’autonomia giuridica. «Premetto – riprende Mataresi - che l’ipotesi della Provincia potrebbe anche essere giusta, non mi è piaciuta la posizione unilaterale di palazzo granducale: non è così che si risolve la carenza degli spazi registrata e manifestata da anni da alcuni istituti. La programmazione dell’edilizia scolastica spetta alla Provincia e non si risolve razionalizzando gli indirizzi». Si invoca un tavolo congiunto: «Bisogna sedersi ad un tavolo con le parti in causa, Provincia, dirigenti, sindacati e lo allargherei anche ai dirigenti delle scuole medie che hanno un ruolo decisivo nell’orientamento degli studenti alle superiori». Che servono lungimiranza e condivisione lo ribadisce anche Paola Colorà (Cisl-scuola): «Le singole identità delle scuole devono essere riconosciute: il tema è delicato e qualsiasi proposta va concordata e condivisa in primo luogo con i dirigenti». —
 

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