Italia
Una sala di preghiera dentro l’ospedale
È una piccola stanza, qualche sedia, un tavolino, nessun simbolo alle pareti, ma ha un grande significato per coloro che, trovandosi all'ospedale per problemi di salute oppure per visitare amici o familiari, vuole trascorrere qualche momento in preghiera o in raccoglimento secondo la propria fede religiosa: per questo ieri mattina al pian terreno dell'ospedale è stata inaugurata la sala multireligiosa nata dall'impegno, condiviso dalle istituzioni, del Tavolo delle Religioni, un progetto sviluppatosi nell'ambito delle celebrazioni per il 400° anniversario dalla elevazione di Livorno al rango di città.
La sala sarà aperta dalle 7 alle 20 e ospiterà chiunque, atei o appartenenti a qualsiasi credo.
Al taglio del nastro hanno provveduto l'assessore alla cultura Simone Lenzi ed il suo predecessore Francesco Belais: «Sono qui a terminare un lavoro – spiega Simone Lenzi – che era stato cominciato e portato alle soglie dell'inaugurazione da Francesco Belais che era assessore alla cultura prima di me. Questo è anche il segno di un principio che ho più volte sottolineato poiché esiste un qualcosa che si chiama continuità amministrativa laddove vi sono cambi di amministrazione e cambi d'indirizzo. Quello che unisce me e Francesco è l'estrema attenzione a ciò che favorisce il dialogo e la consapevolezza di quanto sia un valore vivere in una società dove liberamente tutti hanno diritto e modo di esprimere le proprie convinzioni, il proprio credo, la propria fede».
Gabriele Morotti, direttore amministrativo dell’Asl, ha sottolineato l'importanza di aver creato all'interno dell'ospedale un luogo di preghiera e raccoglimento: una sala di cui sarà predisposto un regolamento di accesso durante la giornata, restando invece chiusa nelle ore notturne, come ha ricordato Daniele Bouchard, pastore della chiesa valdese intervenuto a nome del Tavolo delle Religioni.
Thomas Hagen della Chiesa Evangelica Battista ha ricordato la lunga strada di confronto con le istituzioni e fra i vari rappresentanti per arrivare a questo risultato. «Sarà adesso impegno di tutti far sì che la nuova sala possa essere luogo di accoglienza e spiritualità».
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