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Faldo, operai al lavoro tra mascherine e tanta paura: «Nessuno ci dice che cosa respiriamo»

Andrea Rocchi
Faldo, operai al lavoro tra mascherine e tanta paura: «Nessuno ci dice che cosa respiriamo»

Collesalvetti, dopo l'incendio di domenica 25 agosto l’Asl rassicura : «Non ci sono pericoli». I vigili del fuoco proseguono la bonifica, 28mila litri d’acqua sul capannone

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COLLESALVETTI. Le telefonate, in redazione, arrivano di prima mattina. «Siamo al Faldo. Qui si lavora con la mascherina. C’è ancora puzzo e non sappiamo nulla. Non sappiamo se ci sono rischi per la salute». Sono passati 5 giorni da quando domenica 25 agosto sono bruciate 800 rotoballe di fieno nel capannone all’interno dell’autoparco e un centinaio di operai, tra diretti e indotto, non sa ancora se ci sono – o meno – le condizioni per lavorare in sicurezza. Perché il tetto del capannone polverizzato conteneva eternit. Dunque non si sa se c’è stato rilascio di amianto.

«L’azienda ci ha comunicato – ci racconta ancora uno dei turnisti - che, in base alle analisi di Arpat ed Asl, non ci sono pericoli. Poi però leggiamo che il comune di Collesalvetti consiglia di non consumare verdura coltivata nelle zone limitrofe all’incendio. Non ci si capisce più nulla. E comunque, fogli ufficiali, non li abbiamo visti». Fogli ufficiali, come dire, non li ha visti neppure il Tirreno. Che però ha ricevuto assicurazioni, dagli organismi competenti, che non sussistono pericoli per la salute pubblica. L’ufficio stampa dell’Asl Nord Ovest, a domanda, risponde: «E’ stato eseguito un campionamento con Arpat ma non sono emerse situazioni di allarme».

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Nella mattina di giovedì 29 agosto i lavoratori non avrebbero dovuto scendere sui piazzali, proprio in assenza di comunicazioni ufficiali. Poi, in seguito alla mediazione dei sindacati che hanno sollecitato chiarimenti, è stato deciso di lavorare. E’ stato Giuseppe Gucciardo, della segreteria Filt-Cgil, a chiedere direttamente ai tecnici dell’Asl esperti in analisi sull’amianto, chiarimenti sulla situazione. La risposta è stata “che non ci sono rischi per la salute. Che se ci fossero stati sarebbe stata ordinata l’immediata evacuazione dell’area”. Sulla base di ciò, e su indicazioni di una nota aziendale in cui si ribadiva l’assenza di pericoli, è stata data informazione ai capiturno per garantire la presenza a lavoro.

Che c’è stata, ma fra mille dubbi ed una comprensibile apprensione dei lavoratori. Anche perché “abbiamo avuto rassicurazioni, ma non abbiamo visto nulla di ufficiale”. E anche perché, di fatto, il responso definitivo sulle analisi non è ancora pronto. Però chi è intervenuto, fra Asl ed Arpat, ricorda che sul luogo del rogo i vigili del fuoco hanno versato 28mila litri d’acqua. Significa scongiurare (o quasi) qualsiasi tipo di sospensione.

Non ha aiutato, a fare chiarezza tra i lavoratori, neppure la nota del Comune di Collesalvetti che mercoledì consigliava, a chi ha orti o terreni in prossimità del Faldo, di non raccogliere e/o consumare ortaggi e verdura. Misura precauzionale, badiamo. Ma che non è passata inosservata a chi, ogni giorno, movimenta merci all’interno dell’autoparco. Giovedì 29 agosto c’è stato un nuovo intervento dei vigili del fuoco che hanno bonificato completamente il capannone andato a fuoco. Senza toccare il tetto per la cui rimozione, trattandosi di materiali con amianto, dovrà essere predisposto un piano speciale.

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