Italia
Livorno, farmaco contro il colesterolo sparisce dal commercio: «E ora in tanti rischiamo di sentirci male»
La denuncia dei malati: «L’Aifa l’ha inserito tra i medicinali carenti eppure allo Stabilimento chimico militare lo producono...»
LIVORNO. Ci risiamo. Come alla fine dello scorso anno, quando si attivò una catena di solidarietà grazie anche alle denunce del Tirreno, dalle farmacie italiane è sparito nuovamente il Questran, medicinale utilizzato per ridurre la concentrazione di colesterolo nel sangue.
Anche stavolta la prima segnalazione arriva da Lina Coltelli, “Mila” per tutti, dipendente dell’azienda sanitaria che al pronto soccorso si occupa dell’accettazione dei pazienti: livornese, 61 anni, dal 2005 - in seguito a una malattia e a una delicata operazione chirurgica - ogni giorno deve assumere quel particolare anticolesterolo in polvere per evitare di avere la diarrea continuamente.
«A casa ho le ultime 35-40 bustine, poi sarà un dramma», si sfoga Coltelli, che sta cercando una soluzione e si è messa subito in contatto con altre persone in giro per l’Italia che hanno lo stesso problema intestinale.
IL CASO
Il Questran permette all’organismo di assorbire la bile, che altrimenti andrebbe nell’intestino venendo poi espulsa sotto forma di liquidi e acidi, con gravi ripercussioni sia sulle parti interne che esterne. Già a ottobre dello scorso anno non si trovava più nelle farmacie italiane: l’azienda farmaceutica che lo produce, la storica Bristol-Myers Squibb, all’epoca parlò di «una mancata fornitura del principio attivo», fatto sta che per i pazienti di tutta Italia fu l’inizio di un incubo.
«Io andai subito alle Canarie, dove vive mia figlia, e feci la scorta di un farmaco simile che però non è così efficace - racconta Coltelli - poi grazie agli articoli del Tirreno mi arrivarono diverse scatole di Questran, un paio addirittura dalla Svizzera, e alcune le regalai alle persone che mi avevano chiamato dopo gli articoli: una bambina livornese di 10 anni, un ragazzo di Viareggio, una signora di Salerno…».
«problemi produttivi»
Un’emergenza andata avanti fino a marzo, fino al ritorno del Questran nelle farmacie, ma ora la situazione è la stessa di quasi un anno fa: l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, l’ha inserito tra i medicinali carenti fino al 30 settembre, specificando che non ci sono farmaci equivalenti e che ora ci sono problemi produttivi. «Ormai non ci fidiamo più», attacca Coltelli.
LA PROTESTA
A “Mila” restano quindi meno di 40 bustine, questo significa che tra poco più di un mese - se non riuscirà a trovare un’alternativa - inizieranno tutti i problemi legati alla sua malattia. «Diarrea, coliche intestinali, dolori, acidi a corrodere le parti intime… Meglio non pensarci», allarga le braccia spiegando poi gli effetti del principio attivo del Questran, la colestiramina, che si combina con gli acidi nell'intestino facilitando la loro eliminazione tramite le feci.
«Io credo che sia tutta una questione economica, altro che problemi produttivi - dice la dipendente dell’azienda sanitaria - d’altronde in Italia una scatola del farmaco costava poco meno di 5 euro e conteneva 24 bustine, mentre in Svizzera c’è chi ha speso 73 euro per 40 bustine. Comunque una soluzione ci sarebbe: lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze produce il Questran per 15 persone che hanno una malattia rarissima, una malattia che non c’entra niente con i miei problemi intestinali, ma non può venderlo ad altri pazienti senza l’autorizzazione dell’Aifa. E l’autorizzazione non arriva...».
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