Italia
Alt alla plastica, controlli al mare: buona la prima
Livorno, i vigili urbani alla spiaggia dei Tre Ponti e allo Scoglio della Ballerina per informare della novità: tutti erano in regola
LIVORNO. Prima alla spiaggia dei Tre Ponti, poi, attorno alle 16.20, la ricognizione di domenica 18 agosto si sposta allo Scoglio della Ballerina. Una pattuglia di vigili urbani fa attività di informazione, rivolgendosi ai bagnanti. Ricordando loro quello che potrebbe essere sfuggito se fossero passati troppo in fretta davanti al cartello sulla strada che espone l’ordinanza numero 256 che il sindaco ha fatto scattare dal giorno di Ferragosto sulla scia della nuova legge regionale. Non si può più andare sulla spiaggia (ma anche negli stabilimenti balneari, sugli scogli, nei parchi e in tutte le manifestazioni patrocinate dal Comune) utilizzando plastiche monouso, se non rischiando una sanzione dai 25 ai 500 euro.
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È già stata chiamata la “rivoluzione della ghiacciaina”, immaginando i livornesi e non, con le borse frigo con posate e contenitori riutilizzabili da riportare a casa. Ma anche il più ottimista mai avrebbe pensato una disciplina già così diffusa. In entrambi i casi, i due agenti della municipale hanno riscontrato che tutto era a posto. Facendo domande, ricevendo risposte che lasciavano denotare una grande informazione, ma anche una educazione civica di base, unita a qualche battuta esilarante in pieno spirito “labronish”.
Michela Pierozzi viene interrotta mentre fa uno spuntino con melone. Forchetta in acciaio inox, il frutto tagliato a pezzetti all’interno di una scatola rettangolare in plastica rigida. «Sapevo dell’ordinanza appena partita, ma per me non cambia niente: io faccio da sempre così. Qualcosa bisogna fare, la natura va difesa anche perché spesso ci troviamo a raccogliere certe sporcizie che arrivano dopo le mareggiate. Senza contare che ci sono ancora troppi ignoranti. Bene partire con le multe per chi non si comporta come si deve».
Donatella Pulcinelli, che è una fumatrice, non dimentica di rispettare l’ambiente. «I mozziconi me li porto via» e mostra il portacenere cilindrico tolto dalla sua macchina prima di scendere al mare. «Quando mangio – riprende – non solo metto il cibo nei contenitori, ma ho anche le buste per fare direttamente la differenziata». Laura Marfoli è con la famiglia al completo. «Panini, bicchieri di carta rigidi, bottiglie rigide, a prescindere dalla decisione del sindaco. Giriamo un po’ tutte le spiagge, e non sempre si trova pulito. A volte quando trovo qualcuno che lascia sporco lo dico, ma fanno orecchi da mercante».
Si cammina scansando gli asciugamani, lo slalom fra un ombrellone e l’altro che fanno il cronista e i due vigili è più faticoso di quelli vincenti a Crans-Montana di Alberto Tomba. Unici non in costume, a due passi da un’acqua limpida che invita ad un tuffo, più delle Sirene con Ulisse a Scilla e Cariddi.
Riccardo Garzelli da anni viene qui. «Abbastanza ordinato, la gente si riporta via tutto. Quando c’è maltempo dal mare aperto arriva a battigia roba che va messa nei sacchetti. Si trova un po’ di tutto. Una grossa percentuale di persone che troviamo qui, sono frequentatori abituali e ci tengono a tenere tutto in ordine. Difficile trovare chi spegne la cicca e lascia il filtro in mezzo alla ghiaia. Ogni tanto qualcuno che non è livornese si ferma, fa i suoi comodi e lascia sporcizie. Quando noto il comportamento, richiamo all’ordine, costringendo il maleducato ad assumere un comportamento più idoneo». Cristina Iezzi, una serie di borse messe al riparo dietro uno scoglio, lì dove il sole ormai non batte più. Tre figli, un po’ di roba da trasportare da casa. «Già tutto diviso, ciascuno il suo, è tutto più pratico. Lo faccio da anni».
Servet Bullari, un albanese da 23 anni a Livorno, si gode gli ultimi scampoli della domenica spensierata. «Poco tempo per il mare, gli altri giorni si lavora, ma sono un affezionato dello Scoglio della Ballerina. Finalmente un po’ di controlli per ricordare che il pianeta è uno e se non lo si rispetta, lasceremo solo guai ai nostri nipoti».
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