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In plancia di comando c’è ora Servolini
LIVORNO. A fine 2017 fu nominato un amministratore giudiziario della società San Teodoro nella persona di Andrea Servolini di Cecina, perché non si riusciva a nominare il liquidatore della società stessa. Ed è questo il commercialista che ieri era al tavolo del Cosp, rappresentando la proprietà e insistendo sulla necessità di voltare pagina ed arrivare a rendere esecutivo un provvedimento. Una via che si era aperta già in precedenza , ai tempi in cui alle riunioni presenziava Francesco Carpano, commercialista livornese, custode giudiziario dell’immobile su nomina del tribunale. L’ultima volta che Carpano parlò, si espresse con queste parole. «Il tribunale aveva fatto l’ordinanza di sgombero e la forza pubblica non l’ha eseguita. Il perché, non lo chiedete a me».
Si pensava a questo gigante costruito all’ingresso della città e che da oltre 10 anni vede un rosario di aste all’incanto e senza incanto, andate deserte, col valore iniziale di 30 milioni sceso a 20 e, piano piano, fino a 3,5. Nell’ultimo suo commento, Carpano concluse. «La proprietaria è la San Teodoro, la Bnl è il creditore (che deve avere circa 15 milioni). L’immobile non andrà più all’asta perché il giudice, se non l’ha già addirittura fatto, proprio in questi giorni, interromperà la procedura esecutiva - che però invece è ripresa, ndc - . Cioè il tribunale non se ne occuperà più , il bene tornerà in capo alla San Teodoro e la Bnl deciderà se chiedere l’assegnazione. Nei mesi scorsi abbiamo scritto più volte a questura e prefettura per chiedere di mettere a disposizione la forza pubblica: è stato il giudice a chiedere di liberare l’immobile, ma nessuno ha eseguito l’ordinanza. La risposta non dovete cercarla da me». —
F.L.
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