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Il tribunale: "Sgombero immediato della Torre della Cigna"
La comunicazione durante il comitato per l'ordine pubblico. Le reazioni dell'assessore alla casa Raspanti e del sindacato Asia Usb
Nel corso del Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica che si è svolto giovedì mattina in Prefettura, è stata comunicata al sindaco Luca Salvetti e all'assessore al sociale e alle politiche abitative Andrea Raspanti la decisione del Tribunale di accogliere la richiesta dei legali della società San Teodoro, titolare di una importante porzione della Torre della Cigna, di un’istanza cautelare di immediato abbandono dell’immobile da parte delle famiglie che lo occupano.
Va detto che la prima ordinanza di sgombero non è nuova, anzi è datata oltre tre anni fa, 2 maggio 2016 ma non era mai stata eseguita.
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Sull'argomento è intervenuto l'assessore alla casa Andrea Raspanti. Ecco il suo intervento.
“Abbiamo espresso con forza la nostra preoccupazione per una situazione che, per tutelare gli interessi di un grande soggetto privato, espone la città a una vera emergenza sociale” ha dichiarato l'assessore Raspanti “Nel corso del precedente Cosp avevamo avanzato la richiesta della convocazione della Cabina di Regia per definire una programma graduale che permettesse all’Amministrazione comunale di far fronte all’esigenza di gestire un progressivo rientro della situazione cittadina nella normalità, mettendo bene in chiaro che gli sforzi dell’Ente sono al momento concentrati sulla liberazione della Chiccaia, che molte delle famiglie sgomberate dal Picchetto sono ancora senza una soluzione alloggiativa stabile e che il Comune non è in grado al momento di far fronte ad altre emergenze. Nella seduta di ieri abbiamo rinnovato la richiesta della Cabina di regia e chiesto alla proprietà di procedere immediatamente alla messa in sicurezza dei rivestimenti esterni dell’immobile, dal momento che il provvedimento del tribunale è motivato da questioni legate alla tutela dell’incolumità degli occupanti. Abbiamo inoltre ribadito con convinzione che il Comune non è al momento in condizione di garantire una risposta sociale all’altezza della situazione, laddove un programma di più ampio respiro permetterebbe una gestione pacifica del processo di rientro nella legalità che è incluso nelle linee di mandato dell’Amministrazione. La situazione abitativa livornese è complicata ed estremamente precaria: non può rimettersi in sesto se "subisce" colpi che farebbero vacillare anche assetti sociali molto più solidi. È nostra intenzione affrontare ogni situazione, ma con i tempi e i modi migliori nell’interesse della città che siamo chiamati a rappresentare. Gli interessi privati, per quanto legittimi, devono essere armonizzati con l'esigenza prioritaria di tutelare la coesione sociale della comunità, secondo quando previsto anche dalla nostra Costituzione”.
A lanciare l'allarme subito la conclusione del comitato per l'ordine pubblico era stato il sindacato Asia Usb. Ecco di seguito la sua nota: “Centinaia di persone rischiano di finire per strada senza alcuna soluzione - si legge nella nota di Asia Usb -. La proprietà, la San Teodoro srl, dopo anni di menefreghismo e disinteresse è riuscita ad ottenere un’ordinanza di sgombero immediato da parte del tribunale di Livorno. Anni in cui numerose famiglie hanno trovato un rifugio liberando uno spazio abbandonato e lasciato al degrado, simbolo della speculazione edilizia degli anni 90. Famiglie che hanno subito uno sfratto, dopo aver perso il lavoro negli anni della crisi, e che di fronte all’alternativa tra la strada e la dignità hanno scelto quest’ultima. Famiglie che si sono prese cura di quella struttura avviando un percorso di dialogo con il quartiere e con le istituzioni nonostante le enormi difficoltà che hanno dovuto affrontare. Un percorso che, come sindacato, rivendichiamo pienamente e che ha portato negli ultimi tre anni ad un dimezzamento degli occupanti. Molti nuclei, infatti, hanno ottenuto una assegnazione e, complice il calo degli sfratti, non sono state sostituiti da altre famiglie. Nonostante ciò, all’interno della torre della Cigna vivono ancora circa 110 persone tra cui oltre 30 minori e diversi anziani con problemi di salute. Un’azione di forza oggi vorrebbe dire interrompere bruscamente questo percorso virtuoso che è stato avviato con la scorsa amministrazione e che sta proseguendo con quella attuale. Vorrebbe dire scegliere di non affrontare i problemi ma bensì produrne altri ben peggiori e difficilmente gestibili. Vorrebbe dire mettere per strada oltre 100 persone senza che vi siano soluzioni adeguate. Perché la realtà è purtroppo questa, al momento difficilmente la nostra amministrazione sarebbe in grado di occuparsi di tutti i nuclei che, lo ribadiamo ancora una volta, hanno i requisiti di legge per essere sostenuti. La liberazione di quello spazio è possibile ma ha bisogno di un percorso graduale e serio che stiamo tutt’ora portando avanti. Ma c’è anche un dato politico. Ci resta difficile non pensare agli ultimi avvenimenti di questi giorni. Diversi sgomberi e attacchi ai movimenti sociali che rientrano perfettamente nella logica Salviniana di colpire i deboli e le persone in difficoltà per non affrontare i veri problemi del nostro paese. Facciamo quindi appello a tutte le realtà democratiche, sindacali, associative e di movimento della nostra città affinché si arrivi a scongiurare un’azione di forza inutile e dannosa”.
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