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economia e tradizione 

Da babbo “Basili’o” a “Sandrino”: «Noi da 70 anni i giornalai di Shangai»

Francesca Suggi
Da babbo “Basili’o” a “Sandrino”: «Noi da 70 anni i giornalai di Shangai»

Livorno, tra aneddoti e storia, l’edicola di Vironetti si racconta: «Subentrai a mio padre, siamo un punto di aggregazione»

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LIVORNO.  Fuori dal fondo c’è il suo banchino. Ci sono le riviste, c’è Il Tirreno. È una sorta di collegamento tra il dentro dell’edicola e l’esterno, quella via fratelli Bandiera che è il cuore di Shangai tra negozietti e shangaini a chiacchiera. Sandro Vironetti, per tutti “Sandrino” non è un giornalaio qualsiasi. È il giornalaio, per quel quartiere della periferia nord chiuso tra palazzoni popolari scalcinati e altri condomini coloratissimi. «Sono nato e cresciuto qua, e in questo quartiere pure ci lavoro, portando avanti l’attività che quasi 70 anni fa aveva aperto mio padre Virgilio, per tutti “Basilio”: era uno dei cinque, sei shangaini punto di riferimento di tutto il rione. Era soprannominato “basili’o”, alla livornese, per dire che come il basilico era dappertutto», è pieno di orgoglio l’edicolante, 63 anni e un cordone ombelicale vero con il rione. Negli anni Ottanta è subentrato al padre che aveva, quasi 70 anni fa, aperto l’edicola di fronte alla Richard Ginori.

“Sandrino” col suo banchino, praticamente è in piazza. Al suo fianco c’è la sua ombra pelosa e coccolona, il boxer Ettore. E poi c’è la “vecchietta” a 4 zampe, Zara, un Jack Russel di 16 anni. E poi ci sono gli amici di sempre intorno. Si chiacchiera, si ricorda.

«Mia madre mi raccontava che quando, di mattina presto, andava a lavorare in edicola mi portava con sè e dormivo negli scampoli della merceria accanto: questo lavoro ce lo abbiamo nel sangue, è di famiglia», continua.

«Nel dopoguerra successe un brutto incidente dove morirono alcuni shangaini che lasciarono i figli orfani, mio padre si preoccupò di fare loro il Natale e la Befana. C’era tanta solidarietà prima». Ricorda il passato. A quello che era il rione. Una grande famiglia della periferia nord della città.

Si parla. La gente si avvicina. C’è chi compera riviste, chi Il Tirreno. “Sandrino” funge anche da guida. «Questo lavoro è cambiato tanto nel tempo - riavvolge il filo - prima l’edicola era sinonimo di gente, aggregazione, socialità: adesso non c’è più tempo per queste cose, tutto è mordi e fuggi, le persone leggono meno. E pensare che prima c’era meno scelta».

Si rivede molto nella figura del babbo, Sandro. «Mio padre stava, come me, col banchino fuori dal chiosco, lui si metteva in mezzo alla piazza e incitava la gente a comperare. Anche io, estate ed inverno sto fuori al banchino: dentro c’è poco spazio, è troppo restrittivo».

Per incrementare il lavoro Sandro Vironetti si occupa anche della prenotazione dei libri scolastici.

«Purtroppo alla luce della situazione attuale non rifarei più la scelta di subentrare al babbo nel portare avanti un edicola: sono stanco di correre, di arrancare. Era un lavoro bellissimo, in mezzo alla gente». Vironetti ha un diploma di geometra in tasca. Aveva cominciato l’Università, a Pisa, facoltà di legge: «Ma non era la mia strada», esclama.

Ieri. Oggi. C’è un velo di nostalgia e di amarezza negli occhi di Sandro Vironetti. Fino alla pensione lui continuerà ad essere l’edicolante di Shangai. L’unico. Continuerà ad occuparsi dei suoi clienti. A consigliarli. A coccolarli.

Per il quartiere lui è un pezzetto di storia. È un tassello di quello che, una volta, era la Shangai verace. Fatta di tanti negozietti. Di vita di vicinato. Di cuore grande e solidarietà che davano un senso alle giornate e alle difficoltà della vita di tutti i giorni «Io in questo quartiere mi sento a casa, ho le amicizie, non ho mai subito spregi - e ci scherza su - quando capito in centro, mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua».

Per lui Shangai è sempre quel quartiere dove, se dimentichi la serranda dell’edicola aperta, non succede niente. «Lo posso dire perché mi è accaduto». Nonostante si legga meno e si acquistino meno quotidiani, dal suo osservatorio di via Fratelli Bandiera Vironetti conferma che il quartiere è affezionato al Tirreno.

«È il giornale di punta, si compra per abitudine, è popolare e serve a guardare quello che accade per poi “spillaccherare”». Sì, spillaccherare come si dice, in gergo, a Livorno. Come si dice a Shangai. «Continuerà a fare l’edicolante di Shangai fino alla pensione, altri due o tre anni, poi speriamo che questa attività non sparisca».


 

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